Buongiorno Mr.Tambourine,
grazie dell'indicazione che mi ha permesso di leggere l'interessante
commento di Michele Murino a "Jokerman". La ricostruzione delle
citazioni bibliche è scrupolosa e conferma che l'opera di Dylan è
pervasa da una spiritualità non banale, liberamente reinterpretata, ma
certamente formata anche sulle fonti bibliche. Sul sito era già apparso,
tempo fa, il titolo di una monografia che approfondisce la tematica
religiosa dylaniana; avevo annotato il titolo ed è tra i testi che
vorrei leggere. Oggi però mi soffermo brevemente su un passaggio delle
liner notes di "Bringing It All Back home" in cui Dylan afferma " i
grandi Libri sono stati scritti; i grandi Verbi sono stati
pronunciati... le mie poesie sono scritte in un atto di distorsione non
poetica, con una linea melodica di vuotezza descrittiva che fa le fusa,
vista a volte attraverso occhiali da sole scuri ed altre forme di
esplosione psichica. una canzone è una cosa che può camminare da sola/
sono uno scrittore di canzoni. una poesia è una persona nuda... alcuni
dicono che sono un poeta... ". In queste parole una dichiarazione di
poetica è, secondo me, ravvisabile. Dylan usa il termine "LE MIE POESIE"
, ma lo spiega non con le parole, ma con la musica, cioè dice che le sue
poesie sono melodie che non vogliono descrivere nulla, ma essere un
gesto sensoriale istintivo e positivo come il "fare le fusa". Questa
dichiarazione è la conseguenza del constatare che i grandi libri e i
grandi verbi sono già stati scritti e pronunciati. Che cosa resta allora
da fare al poeta dei giorni nostri? Non gli resta che "FARE LE FUSA",
metafora della poesia-musica assolutamente originale ed illuminante sul
concetto dylaniano di essere poeta: non uno che razionalmente scrive e
rivede e lima la sua opera, ma uno che fa poesia in modo istintivo e
naturale . Considerazioni provvisorie, perchè ci sono altre "notes by
Bob Dylan" che potrebbero riservare altre novità e sorprese di ogni
genere...lo scopriremo solo leggendo e ascoltando. A proposito di
ascolto: è bellissimo "Planet waves", mi piace anche più di "Blonde on
blonde". Adesso capisco di più i Farmer che arricciano il naso
nell'ascolto di "Triplicate"... loro conoscevano molto di più della
produzione di Dylan e, davvero, ci sono album che fanno impallidire
l'ultimo. A presto. Lunga vita! Carla.
Ottimo,non trovo
niente da aggiungere. Alla prossima, live long and prosper,
Mr.Tambourine, :o)
Ciao, recentemente ho visto in tv il
documentario Dont look back ( senza apostrofo ); è bellissimo, per come
è girato, per un Bob anche allegro che mostra; ho improvvisato un
piccolo testo in proposito; per voi esperti sarà un film molto noto, a
me è apparso come una delle cose più affascinanti sul Bob personaggio e
persona, aveva 24 anni, bellissimo e pieno di parole da dire fuori dal
palco, modesto e riservato sopra il palco.
Era un Bob in pieno
fermento, vita pazzesca e pericolosa, e un Bob Dylan più charismatico ed
affascinante che mai, unico nella sua complicazione artistica. Bello che
tu abbia sentito il bisogno di scivere quelle belle parole, puibblicarle
e mandarci il link. Grazie di cuore, live long and prosper,
Mr:Tambourine, :o)
Venerdì 29 Settembre 2017
Talkin'
10234
- mauriziolongo
Oggetto: Dylan a Bologna
Ciao Elena,
io a Bologna c'ero.... ovviamente !!
Ricordo quella giornata per il clima molto particolare che c'era tra il
pubblico, all'epoca avevo già alle spalle 15 anni di concerti rock più o
meno grandi, ero reduce da quello degli U2 a Reggio Emilia di sette
giorni prima con 150.000 persone, ma in quell'occasione c'era una pace e
una tranquillità inusuali per me, niente resse, niente spintoni, nessuna
tensione, sembrava una scampagnata!
Arrivai a Bologna presto e vidi tutti i numerosi artisti che si sono
esibiti prima di Dylan, compreso il super molleggiato Celentano che fece
una travolgente esibizione, c'era anche Morandi se non ricordo male e
rimasi molto impressionato dai virtuosismi dal compianto Michel
Petrucciani, l'unico a non salutare personalmente il Papa, vista la
difficoltà che aveva nel muoversi.
Dopo una lunga giornata sotto il sole arrivò Bob, alle prime note di
Knockin', in versione elettrica, ci fu un boato, seguì Hard Rain e poi
il saluto al Papa che doveva andarsene e che prima fece un discorso,
mentre Dylan e la band attesero pazientemente sul palco per molti
minuti, prima di riprendere l'esibizione con Forever Young senza
l'illustre spettatore.
Dopo Forever Young me ne andai, anche se lo spettacolo continuava, mi
aspettavano 200 km di strada.
Dylan all'epoca non era stato in tour in europa e venne appositamente
dagli USA per esibirsi, ricordo le numerose polemiche per i 700 milioni
chiesti ed ottenuti per l'esibizione, oltre a tutte le discussioni
tipicamente italiane, sullo stile di Peppone e Don Camillo, sul
"comunista", "divorziato", "ebreo", "donnaiolo" che si esibiva davanti
al Papa, sul ribelle degli anni 60 oramai redento e tanta altra fuffa,
che ha lasciato, come sempre, il tempo che ha trovato.
Maurizio
Grazie per la tua
restimonianza. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Ciao, io c'ero a Bologna venti anni fa.
I biglietti erano gratuiti se ricordo bene ma erano divisi in A e B
perchè siamo tutti uguali ma anche per la chiesa alcuni sono più uguali
degli altri.
Entravano per primi quelli che avevano la lettera A e la lettera A
l'avevano quelli che arrivavano dagli oratori.
Avevano studiato tutto per fare in modo che i fan del Papa potessero
stare nelle prime file con i loro striscioni in modo che le telecamere
li potessero inquadrare bene e che in televisione, dove l'evento, che
era trasmesso in diretta sulla Rai, fosse bene evidente il loro
entusiasmo per il Pontefice.
Entusiasmo per tutto un insieme di frasi retoriche che mi è toccato
ascoltare prima del concerto da una figura che tiene in piedi
un'istituzione che è una prigione per le nostre menti ma che ha i
decenni contati.
Quanto a me ero li solo per Dylan, un po' dispiaciuto che si fosse
prestato a tutta questa propaganda.
Ovviamente avevo la lettera B e quando sono entrato mi sono ritrovato a
metà campo.
Ne ho approfittato per raggiungere la prima fila quando tutti si sono
seduti sul prato nell'attesa prendendomi gli insulti dalle suore e dai
cosidetti papaboys che probabilmente predicano il perdono per peccati
ben più gravi...
Ricordo un concerto deludente nell'esecuzione e nella scelta delle
canzoni.
Quindici anni prima, in un occasione simile, il ''Peace sunday'', Dylan
aveva cantato ''With God on our side'' che poi mi pare sia stata
tagliata in alcune frasi dalla televisione americana.
Speravo di sentirla quella sera a Bologna anche se tanto quasi nessuno
l'avrebbe capita.
Mi sembra di sentire
ancora a whiter shade of spite nelle tue parole, una piccola presenza di
rancore non ancora cancellato verso le istituzioni clericali, la Rai e
Bob Dylan. Teniamo presente che in ogni luogo la gente o le istituzioni
tirano l'acqua al loro mulino, cercando di trarre il maggior profitto
dai loro investimenti. La Chiesa è un esempio di come fare ad investire
uno e ricavare mille. Che ci fosse stato un uso in quantità industriale
di frasi retoriche è quasi scontato per un evento del genere. Mi ha
sorpreso invece il fatto che delle suore ti abbiano insultato par essere
passato loro davanti, forse anche le sure, prima di essere suore, sono
persone e donne fallibili come moltissime altre! :o). Io conosco un
prete al mio paese che ancora oggi, quando qualcosa non funziona come
dice lui, comincia a smoccolare! Io penso che Dylan, prendendo i soldi
che il Vaticno gli diede per la sua esibizione, abbia fatto solo il suo
lavoro di artista, lui ha sempre suonato per guadagnarsi da vivere,
perchè dunque stupirsi per Bologna? Per la scelta delle canzoni non sono
d'accordo con te, l'evento aveva un significato particolare e sparare
una satira-politica come "With God On Our Side" non avrebbe avuto molto
senso, concordo invece sul fatto che quasi nessuno ne avrebbe capito il
significato. Certamente per te sarà stato un concerto deludente ma io
ricordo la mia emozione, davanti al televisore, nel vedere Bob che, non
troppo rilassato e nemmeno tanto tranquillo perchè dopotutto il Papa è
sempre il Papa, cantava le sue canzoni con il Papa seduto che
l'ascoltava. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Caro Marco, prima di
tutto grazie per la segnalazione del tuo bellissimo articolo. Mi sembra
doveroso spiegare ai Farmers che magari non conoscono Rushdie che è
stato quel famoso scrittore che nel 1989 pubblicò il celebre libretto “I
versi satanici” che gli costò la pubblica condanna a morte da parte di
un imbestialito Imam Khomeini che ai tempi era la più alta carica
religiosa islamica.
"Ahmed Salman
Rushdie, /sælˈmɑːn ˈrʊʃdi/ (Bombay, 19 giugno 1947), è uno scrittore,
saggista e attore indiano naturalizzato britannico, autore di opere di
narrativa in gran parte ambientate nel subcontinente indiano.
Il suo stile narrativo, che amalgama il mito e la fantasia con la vita
reale, è stato descritto come collegato al realismo magico.
Nel 1988 scrisse "I versi satanici" (The Satanic Verses), una storia
fantastica ma chiaramente allusiva nei confronti della figura di
Maometto, e ritenuta blasfema dagli islamici.
La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwa di
Khomeini che decretò la condanna a morte del suo autore, reo di
bestemmia. Un privato cittadino offrì una taglia per la morte dello
scrittore, tollerata dal regime khomeinista. Lo scrittore riuscì a
salvarsi rifugiandosi nel Regno Unito, cambiando nome e vivendo sotto
protezione.
Il traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igarashi, fu però ucciso
da emissari del regime iraniano, mentre il traduttore italiano, Ettore
Capriolo, fu ferito. Ferito fu anche l'editore norvegese del libro.
La fatwa è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto "la
condanna a morte dell' Imam Khomeini contro Salman Rushdie ha un
significato storico per l'islam e non è semplicemente una condanna a
morte".
Rushdie ha ricevuto molti altri premi per le sue opere, incluso
l'European Union's Aristeion Prize for Literature e nel 1989 il
Germany's Author of the Year Award. È anche membro della Royal Society
of Literature e Commandeur des Arts et des Lettres dal 1999. Rushdie è
presidente del PEN American Center e Honorary Professor in Humanities al
MIT. I suoi libri sono stati tradotti in trenta lingue".
Tu dici che
l’accademia di Svezia è stata coraggiosa ad assegnare il Nobel per la
letteratura a Bob Dylan e da un certo punto di vista potrebbere anche
essere come dici tu. E’ vero che il conferimento a Bob ha scatenato in
tutto il mondo fiumi di parole, fiumi di elogi, fiumi di cazzate e di
invidia, soprattutto da parte di coloro che un Nobel per la letteratura
possono soltanto sognarselo. Io sono più propenso a dire che, anche se
molto in ritardo, è stato un giusto riconoscimento per l’opera di un
artista unico che certamente ha segnato il secolo. Non tutti a vent’anni
hanno la fortuna, o il farstidio, dipende dai punti di vista, di
diventare “la voce della propria generazione”, titolo pesantissimo,
soprattutto a livello politico, titolo che Dylan ha fatto di tutto per
rifiutare. Non dimentichiamo che per far in modo che l’opinione pubblica
e le centinaia di migliaia di fans che l’avevano eletto loro “profeta”
fu costretto, aiutato dal caso, ad ingigantire la storia del suo
gravissimo incidente motociclistico, in realtà si trattò soltanto di una
banale scivolata sul terreno bagnato con la moto che gli cadde addosso
procurandogli qualche graffio, il 29 luglio 1966 mentre a piedi stava
spingendo la moto che aveva la gomma anteriore a terra da casa sua a
Woodstock al meccanico che di solito curava le riparazioni di auto e
moto di Bob. Dylan aveva già scatenato l’ira dei puristi del Folk quando
il 25 luglio del 1965 si presentò sul palco del Newport Festival
imbracciando una chitarra elettrica accompagnato dalla Paul Butterfield
Blues Band. Il piccolo incidente fu l’occasione inaspettata che permise
a Dylan di ritirasi quasi a vita privata con la famiglia a Woodstock nel
tentativo di farsi dimenticare dai milioni di fans e di alleggerire la
pressione mediatica divenuta insopportabile. C’è chi dice che invece il
ritiro servì a Bob per disintossicarsi dai molti stupefacenti che aveva
assunto durante i tour degli anni precedenti, e ci potrebbe anche essere
un fondo di verità in questo, certo che se fosse stato questo il vero
motivo del suo stop sarebbe stata solo una scelta intelligente che gli
avrebbe salvato di sicuro la vita. Arrivò anche a pubblicare un disco
“vergognoso”, quel “Self Portrait” formato per la maggior parte da
covers mediocri, disco per il quale la rivista Rolling Stone scrisse
“What’s that shit” nel titolo dell’articolo che commentava la
pubblicazione di quell'album indegno del nome di Dylan. Certamente
quegli anni servirono a Bob a ritemprarsi e lo misero in condizione di
riprendere la sua vita artistica con motivazioni diverse e non più
esclusivamente politiche o nostalgiche. Come sappiamo, tra alti e bassi,
la carriera di Bob continuerà per anni ed anni sfornando capolavori che
gli varranno, finalmente, la meritata nomina al Nobel. Certamente la
scelta di Rushdie per il prossimo Nobel sarebbe un’altra scelta
coraggiosa, ma sarebbe anche pericolosa per la sua stessa vita, c’è
sempre gente che non dimentica e sa aspettare il momento propizio per
eseguire quel disgraziato ordine di Khomeini.
Live long and propsper, Mr.Tambourine, :o)
Giovedì 28 Settembre 2017
Talkin'
10231
- eroma245
Ciao,
Come oggi 20 anni fa esatti si era al concerto dove Bob ha incontrato il
Papa: chi di voi c'era?
Io!
Cosa vi ricordate di quella giornata?
Un saluto e un abbraccio forte a tutti i dylaniati.
Elena.
Fortunata te cara
Elena che hai potuto essere presente! Io ricordo che invece dovetti
vedere l'evento in televisione, l’ho gradito e gustato molto, è stata
una forte emozione, ma essere presente dal vivo deve essere stato molto
più coinvolgente ed emozionante. Pazienza, non si può avere tutto dalla
vita e quella volta dovetti, a malincuore, accontentarmi!
Però la tua mail mi ha fatto piacere perchè mi da la possibilità di
riparlare di quella serata unica ed irripetibile..
Bologna, 27/28 settembre 1997, si sta svolgendo il XXIII Congresso
eucaristico Internazionale con la presenza di Papa Wojtyla.
Il 27 settembre, al Caab ancora vuoto, circa mezzo milione di persone
ascoltarono il concerto del Congresso Eucaristico, Dylan canta a Bologna
un breve set al quale presenzia Papa Wojtyla che cita alcuni suoi versi
tratti da "Blowin' in the wind". Nel 2002 Dylan citerà questo concerto
come il suo preferito di sempre. Dylan esegue 3 canzoni: Knockin' on
heavens Door, A Hard Rain's a-gonna fall e Forever Young.
Il filosofo-giornalista Polese Ranieri sul Corriere della Sera scrisse:
"A nessun autore pop, rock, folk, jazz è mai capitato quello che è
toccato a Bob Dylan. Che cioè il Papa usasse le parole di una sua
canzone in un'allocuzione solenne. Il fatto è diventato storia, Dylan ha
accettato di cantare per Giovanni Paolo II in occasione del Congresso
eucaristico: esegue Knockin' on Heaven' s Door e il pontefice apprezza
molto. Tanto che, rivolgendosi ai 500 mila fedeli, cita Blowin' in the
Wind e dice: «Tu dici che la risposta è nel vento, amico mio. E' vero:
ma non è un vento che spazza via le cose. Questo vento è il respiro e la
vita dello Spirito Santo, la voce che ti chiama e ti dice: vieni!".
Brunella Torresin, giornalista della Repubblica scrisse sul quotidiano:
Cosa avremmo dato tutti per conoscere i pensieri di papa Wojtyla, quale
immagine balenò nella sua mente quando un piccolo uomo vestito di nero,
il viso scavato, i capelli scarmigliati sotto un cappello da cowboy, gli
si inchinò davanti, a talloni stretti, solo un fugace gesto del capo e
forse un sorriso, prima di stringergli la mano. Bob Dylan cantò davanti
a papa Giovanni Paolo II il 27 settembre 1997. Quella sera salirono sul
palco anche Lucio Dalla e Gianni Morandi, Michel Petrucciani e
Celentano, Bocelli, Bersani e Fabi. Ma nella memoria di tutti Dylan è
rimasto l’unico interlocutore della figura vestita di bianco seduta su
uno scranno nella parte più alta del palcoscenico.
A conclusione del Congresso Eucaristico, che quell’estate si era
celebrato a Bologna, l’arcidiocesi retta dall’affilato cardinal Biffi
aveva voluto che l’incontro tra il pontefice e i giovani si realizzasse
a partire dal linguaggio a questi ultimi più congeniale: il rock, le
canzoni, la musica. Si trattava, si spiegò allora, di mettere in dialogo
i contenuti trasmessi dalla musica e i valori trasmessi dalla Parola.
L’invito richiamò una marea di 400mila spettatori, giovani e
giovanissimi, al Caab, il Centro agro alimentare di Bologna non ancora
inaugurato, tra padiglioni inanimati e l’orizzonte d’una campagna
solcata da svincoli e assi attrezzati. Tre anni or sono, nel libro
dedicato al suo «amato predecessore», papa Ratzinger confessò i dubbi
che aveva nutrito dieci anni prima, all’epoca prefetto della
Congregazione: "C’era ragione di essere scettici scrisse e io lo ero, e
in un certo senso lo sono ancora, di dubitare se davvero fosse giusto
far intervenire questo genere di “profeti”. Eppure le parole del Santo
Padre andarono a toccare la domanda che riguarda ciascuno di noi
personalmente".
Dylan cantò a metà serata, per poco meno di trenta minuti. Il suo cachet
fu, così si disse, di 500 milioni di lire. Iniziò con “Knockin’ on
heaven’s door”. Proseguì con “A hard rain’s gonna fall”. Al termine
dell’ultima strofa s’interruppe, salì i gradini verso il Papa,
inciampando, si tolse il cappello e strinse la mano a Giovanni Paolo II.
Vi è una foto che li ritrae entrambi, di profilo: il volto grifagno del
musicista sfiorato da un che di enigmatico, e il profilo del papa già
sofferente. Dylan tornò alla chitarra e chiuse con “Forever Young”.
Rinunciò a “With God on our side”, che pure aveva annunciato la sera
prima. Quando, sospesa la musica, fu il pontefice a rivolgersi alla
folla dei volti in ascolto, Wojtyla riprese le strofe di “Blowin’ in the
wind”, e diede la sua risposta «Io sono la via, la verità e la vita»
all’interrogativo che Dylan, l’Ebreo errante, aveva lasciato inesaudito,
portato lontano dal vento.
(Fonte:
http://temi.repubblica.it/repubblicabologna-trentanni-di-repubblica-bologna/2010/10/09/dylan-canta-per-wojtyla/
)
Prima dell'esibizione di Dylan alcuni ragazzi leggono Forever young e
Blowin' in the wind per il Papa, poi Milly Carlucci sul palco annuncia
con una certa enfasi ed emozione Bob Dylan.
Dylan appare gonfio ed un po' sofferente probabilmente per la recente
malattia al cuore.
La canzone di apertura è Knockin' on heaven's door. In sovraimpressione
scorre la traduzione dei versi.
La band di Dylan è composta da Dave Kemper alla batteria, Bucky Baxter
al dobro ed ai cori, Larry Campbell alla chitarra e Tony Garnier al
basso.
Il Papa osserva il concerto da una sorta di scranno posto lateralalmente
al palco.
Dopo la seconda canzone “A hard rain's a-gonna fall” Tony Garnier dice
all'orecchio di Dylan che può andare a salutare il Papa. Dylan
visibilmente emozionato sale i gradini verso il Papa ed inciampa. Poi si
toglie il cappello e raggiunge il Pontefice. Dopo l'omaggio al
Pontefice, Dylan torna sul palco per chiudere il suo set con Forever
Young, evidentemente dedicata a Wojtyla.
Questo, in poche parole, il ricordo di quella indimenticabile serata.
Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Quale sarà la prossima
Bootleg Series di Bob Dylan?
Fonti vicine allo staff di Bob Dylan rivelano i piani per le future
uscite delle Bootleg Series, tra cui un documentario Rolling Thunder
Revue che potrebbe essere pubbblicato il prossimo anno. Ron Galella,
Ltd./WireImage
Di Andy Greene
Ora che i dettagli sulla prossima uscita che tratta dell’epoca
evangelica di Bob Dylan “Trouble No More: The Bootleg Series Vol. 13 /
1979-1981” sono stati svelati, il suo staff può rivolgere la propria
attenzione ai futuri progetti per le Bootleg Series. Nulla è definito,
ma il prossimo anno potrebbe finalmente vedere la pubblicazione di un
attesissimo documentario sul famoso tour della Rolling Thunder Revue del
1975-76, che sarà accoppiato con un box contenente le canzoni eseguite
in quel tour. "È stato un ottimo periodo e c'è tanta musica che è stata
registrata", dice una fonte vicina allo staff di Dylan. "Penso che
saranno un’ottima track list per il DVD del film. C’è roba meravigliosa.
Speriamo che tutto sia pubblicato il prossimo anno".
Per anni si è parlato di un box relativo a Blood on the Tracks che
doveva comprendere i demo acustici mai sentiti tratti dal primo giorno
di sessioni di registrazione con il produttore Phil Ramone, ma che
potrebbe far parte del box della Rolling Thunder Revue. "Sono proprio i
due anni di Blood on the Tracks e di Desire" dice la fonte. "Al momento
è solo un’ipotesi perchè di solito è meglio parlare quando si sa come
saranno le cose giuste".
La Rolling Thunder Revue vedeva Bob Dylan che suonava una serie di show
a sorpresa annunciati da una piccola locandina con i nomi di Joan Baez,
Roger McGuinn, Ramblin’ Jack Elliott e molti altri. Dylan passò la
maggior parte del tempo quando non era sul palco girando le scene del
fsuo ilm surreale "Renaldo e Clara", che utilizzava molti musicisti
della Rolling Thunder in ruoli anche di attori. Il prossimo documentario
dovrebbe comprendere scene tagliate dal film insieme ad interviste
contemporanee con molti degli allora partecipanti. Lo staff di Dylan
deve ancora annunciare il nome del regista scelto per sovrintendere al
progetto. La RTR fu già pubblicata sul DVD “Hard Rain” del 1976 e sulla
“The Bootleg Series Vol. 5: Bob Dylan Live 1975, The Rolling Thunder
Revue” pubblicata solo con tracce audio nel 2002, ma quel box era solo
una piccola parte della realtà della RTR.
Al di là del documentario Rolling Thunder e del box relativo, le future
pubblicazioni delle Bootleg Series potrebbero riguardare gli spettacoli
acustici di Dylan del 1993 presso il Supper Club di New York (filmati
professionalmente) e qualche prova per la partenza del Never Ending
Tour. Quest'ultimo sarà un progetto particolarmente impegnativo in
quanto conta oltre 2.800 concerti tra il 1988 ed oggi. La strada
percorsa da Dylan ha registrato spettacoli che risalgono all'inizio del
Never Ending Tour, ma la qualità di queste registrazioni non è stellare.
"Alcuni di essi sono registrati su DAT o in altri formati di allora"
dice la fonte. "Chi poteva sapeva che il supporto si sarebbe
deteriorato? Per diversi concerti negli anni '90 c'erano due fans che
andavano a tutti i concerti con apparecchiature di registrazione
nascoste nei loro cappelli e le registrazioni erano in stereo. Quei
nastri suonano meglio dei nostri".
Negli ultimi anni molti artisti hanno iniziato a offrire ai fans le
registrazioni di ogni singolo concerto. Nugs.net - che svolge questo
servizio per Bruce Springsteen, Pearl Jam, Phish, Metallica e molti
altri - si sono avvicinati al team di Dylan senza alcuna fortuna. "Non
siamo grandi credenti nei “live da scaricare col modo nel quale lo
stanno facendo questi ragazzi" dice la fonte "Alla gente questa roba
piace e noi ci abbiamo pensato per molti anni, ma ancora non abbiamo
preso una decisione al riguardo".
Un problema che la fonte sottolinea è la mancanza di “tecnici on the
road” per controllare le registrazioni. "Per quanto riguarda il suono
del frontale non abbiamo il tipo di organizzazione che ha Bruce
Springsteen" dice la fonte "Hanno qualcuno capace di fare dei mix
separati e usano questo metodo con profitto. Noi concentriamo la nostra
energia sul suono dal vivo. Se si ha un nastro madre che poi non si può
remixare si rimane sempre delusi da come le registrazioni suonano, non
sono così stimolanti come gli spettacoli stessi, questo è uno dei motivi
per cui abbiamo scelto il periodo della Rolling Thunder Revue, alcuni
hanno il mix separato copiando il metodo di Richard Alderson che ha
fatto il tour del 1966, alcuni ingegneri del suono tentano di fare le
stesse cose, ma è molto difficile ".
Ma l'organizzazione Dylan non poteva assumnere un ingegnere del suono
capace di usare il metodo dei mix separati per andare in giro a
registrare i mixes per il download? "Non è quello che vogliamo” dice la
fonte "Ancora una volta il nostro obiettivo è quello di provare a
mostrare uno show nel momento in cui avviene, con i mix rielaborati
questa genuinità viene falsata”.
Molte uscite recenti della serie Bootleg hanno esplorato gli angoli
trascurati del catalogo di Dylan, come “Another Self Portrait“ del 2013.
Lo studioso di Dylan Clinton Heylin vorrebbe vedere in futuro altri set
come questo. "Mi piacerebbe sentire un set veramente buono che copre
l'era dei Rundown Studios dal 1977 alla fine del 1981, che totalmente
bypassa il materiale religioso" afferma. "Ci sono bobime e bobine di
covers fenomenali che stavano facendo durante le prove, canzoni che non
ti saresti mai aspettato che lui facesse “Won't Last Forever” o “Sweet
Caroline” di Michael Johnson. Queste sono canzoni che ti fan pensare
"Dio mio, sta davvero cercando di affrontare qualcosa di simile?" Lui fa
anche "Rainbow Connection”. Voglio dire, Gesù ... E sono fantastici. "
Heylin vorrebbe anche vedere ulteriori Bootleg Series tratte dagli anni
ottanta. "Dylan era su un alto livello creativo nel '84 e '85, ma questo
non si evince dall’album Empire Burlesque” dice la fonte "Dovevano
prendere i nastri originali in modo da poterli riversare e ottimizzare
in modo che la gente potesse realmente apprezzare una Bootleg Series
tratta dalle sessions di Empire Burlesque. Personalmente vorrei
includere anche quelle di Knocked Out Loaded con quelle. Quegli album
hanno una qualità emozionale molto bassa, ma sospetto che ci sia un
sacco di roba molto buona che semplicemente non è mai stata toccata, poi
ci sono le sessions di Infidels del 1983, proprio come nel periodo
Rundown, ha registrato qualcosa come 16 o 18 covers, cantando alla
grande e con alle spalle una grande band”.
Ciao
Re Gilardin,
("Il Re Gilardin non è riconducibile ad una persona storica. È piuttosto
una figura mitica, che popola la ricca tradizione delle ballate europee.
La storia del re, che torna a casa moribondo e la cui morte si occulta,
compare in varie ballate (p.es. Comte Arnau/ Le Roi Renaud) ed è
possibilmente di origine scandinava oppure bretone."
Chi volesse saperne di più clicchi il link sotto:
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=1048&lang=it )
Ti ringrazio per l’interessante segnalazione. Un giorno o l’altro mi
piacerebbe riuscire a capire il perchè di questa tua esigenza di
trincerarti sempre dietro a nomi di fantasia, sembra quasi tu sia
terrorizzato dal fatto che qualcuno potrebbe riconoscere la tua vera
identità. Questo però è solo un mio desiderio senza una grande
importanza, solo una piccola curiosità, il vedere che una persona
rinuncia alla propria identità fa tristezza, come se non fossi mai nato,
come quando si muore che non c’è più il bianco o il nero, il rumore o il
silenzio, il buio o la luce, non c'è nemmeno il nulla e neanche il
niente. Alla prossima, Mr.Tambourine, :o)
Martedì 26 Settembre 2017
Talkin'
10229
- dinve56
Buongiorno Mr. Tambourine,
grazie fortissimamente per la traduzione delle liner notes di "bringing
it all back home", che ho già trascritto, letto e riletto. Spero di
rintracciare, sul sito, seguendo le tue indicazioni sempre preziose, le
altre note a margine delle raccolte di canzoni; se sarò in difficoltà,
ti chiederò ancora aiuto. Una sola, breve considerazione su queste liner
notes: Dylan afferma in tempi lontani dall'assegnazione del Nobel che
alcuni, non lui, affermano che egli sia un poeta. Sosterrà questa linea
anche nel discorso di accettazione del Nobel. Tra gli "alcuni" che
l'hanno definito poeta ricordiamo Fernanda Pivano, la prof. di inglese
che si laureò, nel lontano 1972, con una tesi che sosteneva che quel
cantautore americano allora trentenne era un poeta, uno dei tanti
musicisti colleghi di Dylan, Mark Knopfler che disse - più o meno, sto
citando a memoria - "capimmo fin dall'inizio che le canzoni di Dylan non
erano solo musica, ma poesia". Dylan, insomma, non si definisce, ma
sceglie di essere "colui che mi si crede". La non definizione della
propria identità, anzi la vera polverizzazione della stessa in mille
identità diverse è già presente in "Tarantula", nelle decine di nomi con
cui l'Autore firma le brevi lettere che concludono i vari episodi del
libro; la dichiarazione poetico musicale del non essere dell'identità
individuale è in "Jokerman", canzone bellissima in cui la
spersonalizzazione del protagonista arriva a confonderlo con la natura e
le forze in essa presenti. Vado avanti nell'ascolto e, per ora, non mi
sono mai annoiata. Grazi e lunga vita! Carla.
Ciao Carla, vedo che
Dylan sta riempiendo le tue giornate e questo mi può solo far piacere.
Come qualcuno ha detto: "prima c'erano le canzonette, poi è arrivato
Dylan a dar loro un senso e farle diventare canzoni". Mi sento di
condividere in pieno questa affermazione, la trasformazione che i testi
di Dylan hanno portato nel mondo della musica è stata gigantesca,
difficile da narrare correttamente. I Beatles hanno cambiato la società
dal punto di vista materiale, Dylan invece ha saputo dare alla gente un
senso morale con le sue parole. Se poi sia veramente poesia, letteratura
o chissà cos'altro non ha una fondamentale importanza, in qualunque modo
sia stata definita l'opera di Dylan è strata troppo importante ed
influente per essere liquidata come "opera di un songwriter". Io, e
moltissima gente come me, penso che Dylan sia oltre, oltre cosa non
saprei definire bene, certamente, per dirla alla Star Trek, si è spinto
nell'universo "alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà, fino ad
arrivare là dove nessuno uomo è mai giunto prima". I risultati gli hanno
dato ragione, Bob è andato oltre la musica, oltre i testi, oltre la
letteratura ed oltre la poesia, le sue parole hanno condizionato,
influenzato ed indirizzato il mondo verso un'idea di vita che non
riusciva ancora a staccarsi dalle terribili banalità sociali della
società ottocentesca. Allora il mondo era diviso, un pò come oggi, in
superricchissimi e miserabili che nuotavano nel mare della povertà che è
più grande dei famosi sette mari messi assieme, solo che ai tempi non si
poteva dirlo apertamente, chi protestava era punito in modo diversi, chi
si metteva contro il potere "finiva sul rogo" tanto per fare
un'allegoria presa pari pari da una passata spaventosa realta. Dylan
pare che abbia aperto gli occhi a tutti, poi è andato avanti per la sua
strada seguendo il suo pensiero, incurante se noi avevamo capito o
recepito, la comprensione e le conseguenti misure di correzione erano un
problema nostro e non suo, lui aveva la sua vita e la sua mente da
gestire, a noi toccava di fare la stessa cosa con la nostra. Molti ci
sono riusciti e molti no, ma questo è nell'ordine delle cose, le persone
intelligenti ci saranno sempre così come allo stesso tempo la mamma
degli stupidi è sempre incinta. E' vero che la Pivano è stata la prima a
dirci che era arrivata l'ora di smettere di ascoltare "Arriva il
direttore", "Cirillino-Ci", "Aveva un bavero", "La colpa fu", "Papaveri
e Papere", "Piripicchio e Piripicchia ", "Il pericolo numero uno", "Le
trote blu", "Musetto (La più bella sei tu)", "Ci ciu cì (Cantava un
usignol)", "La casetta in Canadà" (scusa se ho citato questi titoli ma è
solo per far capire la differenza) di spendere del tempo per ascoltare
il nuovo che avanzava sotto il nome di Bob Dylan. Ad intuire che Dylan
era al di sopra di tutti sono stati i migliori artisti della sua
generazione, McCartney, Lennon, Harrison, Ringo, Jagger, Van Morrison,
Bruce Springsteen, Roger McGuinn, Simon, Cohen, e migliaia d'altri
artisti che dopo Dylan han cambiato il loro stile per rimanere al passo
con lui. Tutti cominciarono a capire l'importanza fondamentale del testo
in una canzone, prima il testo serviva solo per accompagnare la melodia
evitando di cantare solo "La la la la la....", Dylan stravolse tutto,
facendo capire che il testo era più importante della musica. Per fare un
esempio terra-terra, prova ad immaginare le canzoni di Battisti con i
testi scritti da un altro paroliere al posto di Mogol, sarebbero rimaste
le stesse (senza frasi come " Domandarsi perchè quando cade la tristezza
in fondo al cuore, come la neve non fa rumore) canzoni che abbiamo
ancora tutti in mente anche oggi? Credo proprio di no, Battisti scriveva
delle bellissime canzoni ma senza i testi di Mogol non avrebbero
lasciato una traccia indelebile come invece hanno fatto. Con Battisti e
Mogol il mondo della musica italiana è cambiato, invece Bob ha fatto
tutto da solo, però su scala mondiale.
Visto che hai citato
Jokerman ti consiglio di leggere questo saggio intitolato "Chi é
Jokerman":
Probabilmente troverai
delle curiosità che magari non conoscevi, il saggio è davvero molto
interessante e consiglio la lettura o la rilettura anche ai nostri amici
Farmers, che da buoni dylanfans sanno che c'è sempre qualcosa da
aggiungere a quello che già si sa! Live long and prosper, Mr.Tambourine,
:o)
Lunedì 25 Settembre 2017
Talkin'
10228
- naxela56
Ciao Mr. Tambourine,
potrei sbagliare e a anzi ne approfitto per sapere da qualche
Maggiesfarmer se il mio timore è fondato:
non è che ordinando "Trouble No More" ed. deluxe dall'America si rischi
di non vedere il dvd per via dei codici regionali?
ti seguo sempre assiduamente.
saluti, Wolf
Ciao Alex, giro la tua
domanda ai Farmers, ma personalmente non credo che questo possa avvenire
perchè penso sia automatico che venendo l'ordine dall'Italia certamente
ti manderanno il DVD con il codice regionale 2 che è quello per
l'Europa. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Ciao Mr.T., c'è una postilla da
aggiungere alla mia mail per la Farm (Talkin'
10224), eccola:
Ho visto che il documentario è presente anche in rete su raiplay.it
basta accedere registrandosi (gratuitamente) tramite twitter o facebook
Ecco il link:
14 aprile 1987: Dylan ha partecipato
ad una sessione di registrazione di Ringo Starr ai Three Alarm Studio di
Memphis, Tennessee, nella canzone "Wish I Know Now What I Knew Then". A
Ringo non è piaciuto il risultato ed ha citato in giudizio successo il
produttore Chips Moman per non pubblicare il materiale. È stato riferito
che Dylan ha testimoniato per conto di Starr.
La canzone è stata scritta da Bob Craig e Vince Gill, Bob suona
l'armonica per Ringo in questa canzone per un album che non è mai stato
pubblicato. Bob canta anche sui cori e anche un paio di righe della
canzone.
Anche Dundas ed Heylin riferiscono che il 14 aprile 1987 Bob ha suonato
l’armonica per Ringo Starr ai Three Alarm Studio di Chip Studio di Chips
Moman a Memphis, TN. Comunque l'album non è mai apparso. Heylin
riferisce che Ringo pensava che era troppo "sotto l'influenza delle
bevande" al momento, e sentiva che anche Bob stava andando un po' in
quella direzione.
Comunque, l'album "perso" di Ringo è apparso su un bootleg
dell’etichetta Voxx col titolo di "Lost And Found". Il CD1 è il "Memphis 1987 LP" di Ringo ed
Il CD2 consiste in alcune out-takes tratte da "Cloud Nine" di George
Harrison.
Ringo ha ricambiato il favore a Dylan, questa volta in un concerto del
Never-Ending Tour a Frejus, in Francia, durante la stagione estiva,
quando Starr era tornato on stage con la sua All-Starr Band. Ringo è
salito sul palco con Bob durante il concerto di Dylan del 13 giugno per
suonare la batteria sugli ultimi due pezzi prima degli encore 'Highway
61 Revisited' e 'Like A Rolling Stone'.
13 Giugno 1989 Arènes de Frejus, Fréjus, France
setlist:
1. Hey La La (Hey
La La) (Ernest Tubb cover)
2. Most Likely You Go Your Way and I'll Go Mine
3. You're a Big Girl Now
4. All Along the Watchtower
5. Just Like a Woman
6. I Don't Believe You (She Acts Like We Never Have Met)
7. The Lakes of Pontchartrain ([traditional] cover)
8. Gates of Eden
9. Knockin' on Heaven's Door
10. In the Garden
11. Highway 61 Revisited (Ringo Starr on drum)
12. Like a Rolling Stone (Ringo Starr on drum)
encore
13. Boots of Spanish Leather
14. Peace in the Valley (Thomas A. Dorsey cover)
15. Man Gave Names to All the Animals (First time live since 1981)
16. Maggie's Farm
Sabato 23 Settembre 2017
Talkin' 10226
- lucaborrelli68
Oggetto: Alcune sregolate
considerazioni
Passavo gli interi pomeriggi ad ascoltare Bob Dylan,soprattutto in quei
primi anni,1984-86, i primi dischi quelli acustici, magari in compagnia
di qualche joint, fantasticavo e godevo insieme al mio eroe.
Subito dopo comprai una Ibanez acustica, la mia prima chitarra Folk, e
da li in poi, (studiare non se ne è mai parlato ) a provare e a
riprovare i primi accordi, le tablature recuperate in qualche modo, i
fingerpicking delle prime ballads, mamma mia com’era difficile fare
Don’t think twice, da eseguire bene, cantarci sopra e suonarci pure
l’armonica (che è in tecnica cross harp), facevo pure tutti i talking
blues, Corrina Corrina, ma non ho mai imparato a fare bene Baby please
don’t go, ma sapevo anche fare bene One too many mornings e Girl from
the north country (che sono poi uguali, tipo Scarbourough fair) e quelle
in accordatura aperta. Addirittura c’è stato un tempo quando ancora le
sigarette non mi avevano rovinato la gola che riuscivo a tenere lo yodel
di Freight train che alla fine fa yuuu uuu e di All i really want to do.
A 14 anni ascoltavo Bennato, Battiato e Alberto Camerini e e non so se
ve li ricordate, i Tempi duri di Cristiano De Andrè, ecco quello è stato
il mio primo orecchio musicale, in seguito sono arrivati tutti gli
altri…DeGregori, DeAndre, Guccini, ecc, dopodiché lo ricordo ancora come
fosse ieri, vidi una sera d’estate il film Pat Garrett (su RAI 3) e
sentii per la prima volta quella voce..mmm.. ancora oggi se devo dire la
cosa che mi prende e mi ha preso maggiormente, piu’ di tutte, dico la
voce di quest’uomo, arrivo a dire ancora prima dei testi e di tutto
quanto.
Era l’84 e in quell’estate manco a farlo apposta il mio eroe veniva in
Italia per la prima volta, non andai a Verona ma a San Siro si, con
altri due fedelissimi, entrammo senza pagare alle 6.30 di mattina e
restammo dentro allo stadio fino alla fine del concerto, con un caldo
pazzesco vedendo il sound check di un certo Pino Daniele (GRANDE ANIMA)
in zucculet bianchi, lo ricordo come se fosse ieri. Poi entro’ Dylan con
uno spolverino nero e da li in poi non ho piu’ ricordi, solo con Santana
alla fine che insieme duettavano sulle note di Blowing in the wind. Era
la tournee di Infidels.
In tutti questi anni, da quell’84 ho visto Dylan tutte le volte che è
venuto in Italia, in certe occasioni anche due volte per tournee.
Ricordo Genova ’92 credo alle commemorazioni di Colombo con Fortis come
opener e Villafranca ’96 con Bubola anche lui come opener, tutti e due
bravissimi.
Che dire, per me Dylan resta ancora il numero 1, io sono partito da li e
grazie a lui ho fatto un percorso musicale bello e ricco, dal blues al
folk al country al bluegrass, ma sono sempre tornato li. Il fatto è
semplice: Dylan non mi stanca, mi è sempre capitato di ascoltarlo molto,
in macchina in particolar modo, dato il mio lavoro, eppure e cosi’,
ascolto Van Morrison che forse tra tutti è quello che mi stanca meno, ma
dopo un po’ devo cambiare, con Dylan non è necessario, in questo periodo
per esempio sto ascoltando tutto il periodo evangelico sia in studio che
live, e devo dire che quello era un grandissimo Dylan. La gente puo’ non
capire, oggi lo capisco, perché Dylan non è facile da digerire, tutti si
sono sempre fermati/spaventati dalla voce e dal modo in cui si pone.
Superfluo dire che sono tutti gli aspetti che me l’hanno sempre fatto
amare. Comunque ultime due parole per il Nobel (secondo me Dylan
potrebbe aver letto Osho quando attacca in maniera durissima Madre
Teresa e certa sua ipocrisia in tutta quella faccenda del suo premio
Nobel): per me è stata una scelta precisa ANTISISTEMA.
E per i i dischi sinatriani: a me non piacciono, Dylan non ha quella
voce, non puo’ cantare in quel modo, ancora ancora sulle ballads e li la
voce rende tutto sommato benino ma in generale non è affar suo e
speriamo che molli il colpo con sta storia perché ha rotto. Non capisco
chi ha paura di criticare sua maestà, se un disco fa schifo si ha tutto
il diritto di dirlo per rispetto del denaro e dell’artista. Dylan stesso
in un’intervista nella tournee folle del 65-66 lo disse a una fan che se
non ti piace una cosa devi dirlo con tutta la tua forza e non aver
paura. E poi magari come dice spesso Mr.Tambourine lui legge internet e
cambia scalette e dischi. Mah speriamo.
GRAZIE MR.TAMBOURINE per l’immane lavoro che fai, forse non tutti si
rendono conto di cosa significhi tutti i giorni aggiornare la pagina del
sito, e quindi onore a te.
Un caro saluto a tutti e ..… niente .... queste parole che mi sono
uscite di getto cosi senza grande ordine e senza precisione (letteraria
intendo), le dedico a te e a tutti i fans del nostro.
Che Dio vi benedica.
LUCA 68
Caro Luca, grazie per
aver espreso il tuo pensiero e per le belle parole nei miei confronti e
del mio lavoro per il sito. Credo sia giusto per un vero fan come sei tu
avere il diritto ed il dovere di dire quello che ti piace ed allo
stesso modo quello che non ti piace. Anch'io ho più volte detto che i
dischi sinatriani non hanno niente a che vedere con il lavoro e l'opera
di Dyulan, non mi piacciono, li trovo noiosi e senza senso. Un artista
come Bob dovrebbe stare lontano da queste operazioni, come possiamo
definirle, commerciali? Revival? Memories of the past? Sinceramente non
saprei come inquadrarli nell'opera dylaniana, personalmente preferisco
ignorali e pensare che Dylan abbia inciso questi 5 dischi per motivi che
noi non sappiamo immaginare. Non trovo
altra spiegazione logica, ma devo precisare, non mi ha dato fastidio che
Bob abbia inciso questi dischi, avrà avuto i suoi buoni motivi per
farlo, ma la cosa non mi disturba. Il mio rispetto per la grandezza
artistica di Bob è rimasto immutato anche se nella sua lunga carriera ha
avuto momenti bassissimi, anche prima di incidere insulsaggini come
"Christmas in the heart" e questo filotto di mainstream songs in
maggioranza portate al successo da Sinatra. Certamente Frank sarà
piaciouto moltissimo a Bob ed avrà pensato di renderegli omaggio
nell'unico modo col quale si sentiva capace di fare, incidere dischi
come tributo al grande artista ed amico. Anche Frank aveva moltissima
stima di Bob e ricordo a tutti che alla festa del suo 80°
compleanno (1995) nella quale molti artisti famosi eseguivano sue
canzoni, lui chiese a Dylan di cantare una canzone tratta dal proprio
repertorio e Bob scelse di cantare la bellissima ballata "Restless
Farewell", e fu l'unico ad avere tale onore.
Tutto il denaro che nella mia intera vita ho speso,
mio a ragione o a torto,
l'ho lasciato scivolare nelle mani dei miei amici
per costringere il tempo a fermarsi
Ma le bottiglie sono vuote
ce le siamo scolate tutte
e le tavole sono piene e traboccanti.
Ed il cartello all'angolo
Dice che è tempo di chiudere,
così dirò addio e sarò sulla strada.
Ogni ragazza ch'io ho abbia mai toccato,
non l'ho fatto per ferirla.
Ed ogni ragazza ch'io abbia mai ferito,
non l'ho fatto consapevolmente.
Ma per rimanere amici e fare ammenda
C'è bisogno di tempo e di rimanere indietro.
E siccome i miei piedi sono adesso veloci
E puntano lontano dal passato,
dirò addio e me ne andrò per la mia strada.
Ogni nemico ch'io abbia mai affrontato,
la causa era lì prima del nostro arrivo.
Ed ogni causa per la quale io abbia mai combattuto,
l'ho sempre fatto senza pentimento o vergogna.
Ma l'oscurità morirà
Non appena il sipario sarà tirato e gli occhi di qualcuno
Dovranno incontrare l'alba
E se io vedrò il giorno
Non potrò che restare,
così dirò addio nella notte e me ne andrò.
Ogni pensiero che si annoda nella mia mente,
avrei potuto diventare pazzo se non avessi potuto scioglierlo.
Ma non è per restare nudo sotto occhi sconosciuti,
è per me e per i miei amici che le mie storie sono cantate.
Ma il tempo non è molto,
e tuttavia è dal tempo che dipendiamo, e nessuna parola è posseduta
da un amico speciale.
Ed anche se il verso è tronco,
non è ancora proprio la fine,
dirò solo addio finche non ci rincontreremo.
Un falso orologio prova a fermare il mio tempo
A rovinarmi, distrarmi, seccarmi.
Ed il fango del pettegolezzo mi soffia in faccia,
e la polvere delle chiacchiere mi ricopre.
Ma se la freccia è diritta,
e la punta è affilata,
può penetrare nella polvere non importa quanto spessa.
Così dirò anch'io la mia
E rimarrò come sono
E dirò addio e non me ne importerà niente.
RESTLESS FAREWELL words and music by Bob Dylan
Oh all the money that in my whole life I did spend,
Be it mine right or wrongfully,
I let it slip gladly past the hands of my friends
To tie up the time most forcefully.
But the bottles are done,
We've killed each one
And the table's full and overflowed.
And the corner sign
Says it's closing time,
So I'll bid farewell and be down the road.
Oh ev'ry girl that ever l've touched,
I did not do it harmfully.
And ev'ry girl that ever I've hurt,
I did not do it knowin'ly.
But to remain as friends and make amends
You need the time and stay behind.
And since my feet are now fast
And point away from the past,
I'll bid farewell and be down the line.
Oh ev'ry foe that ever I faced,
The cause was there before we came.
And ev'ry cause that ever I fought,
I fought it full without regret or shame.
But the dark does die
As the curtain is drawn and somebody's eyes
Must meet the dawn.
And if I see the day
I'd only have to stay,
So I'll bid farewell in the night and be gone.
Oh, ev'ry thought that's strung a knot in my mind,
I might go insane if it couldn't be sprung.
But it's not to stand naked under unknowin' eyes,
It's for myself and my friends my stories are sung.
But the time ain't tall,
Yet on time you depend and no word is possessed
By no special friend.
And though the line is cut,
It ain't quite the end,
I'll just bid farewell till we meet again.
Oh a false clock tries to tick out my time
To disgrace, distract, and bother me.
And the dirt of gossip blows into my face,
And the dust of rumors covers me.
But if the arrow is straight
And the point is slick,
It can pierce through dust no matter how thick.
So I'll make my stand
And remain as I am
And bid farewell and not give a damn.
Che Dylan abbia voluto
a suo modo omaggiare il ricordo di Sinatra è cosa nobile ed onorevole,
anche se a me ed a qualcun altro quei dischi non piacciono. Bisogna
certamente mettere in un angolo il Dylan guastatore e sabotatore di
melodie, quello che siamo abituati a conoscere, quello che strapazza le
sue canzoni fino a renderle quasi irriconoscibili, con Sinatra invece si
è impegnato a fondo, canta e rispetta le melodie originali senza
strapazzarle, sembra amarle, le ripropone con la sua roca,
ghiaiosa, fangosa e malmessa voce da artista over 70.
«Sono canzoni che amo» ha raccontato Dylan nell’unica intervista
concessa alla rivista americana
A-ARP, dedicata prevalentemente ai pensionati (ma con 35 milioni di
lettori, da qui nasce il sospetto dell'operazione commerciale ben
pensata ed orchestrata), «Non potrei mancare di rispetto. Rovinarle sarebbe un
sacrilegio. Tutti noi le abbiamo sentite rovinate, e ci siamo abituati.
In un certo senso ho voluto riparare il torto che hanno subito
riportandole alla memoria, dando loro nuova vita».
Detto questo penso che
Bob abbia chiuso il suo ciclo sinatriano e che in futuro passerà ad
altre cose, che potremo apprezzare o meno, ma non dimentichiamo mai che
Bob ha 76 anni ed una vita ricchissima di straordinari avvenimenti alle
spalle, fatti per i quali potrebbe sentire una nostalgia molto forte.
Giusto che faccia ciò che sente di fare, non saremo noi a denigrarlo,
noi continueremo a rispettarlo aspettando da lui cose più affini alla
nostra esperienza che alla sua. Live long and prosper, Mr.Tambourine,
:o)
Ho fatto una simulazione di acquisto di "Trouble no more" dal sito
ufficiale e in Italia lo inviano.
Grazie n_emo, mi
sembrava strano, forse l'amico Gianluca coo coo bird ha sbagliato
qualcosa nella procedura d'ordine del box. Riprova Gianluca, stavolta di
certo riuscirai! Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Ciao Mr T.
oggi ho due segnalazioni.
La prima è la traccia audio di Bob Dylan - When You Gonna Wake Up (Oslo,
Norway - July 9, 1981) tratta da Trouble no more per la 13esima uscita
delle Bootleg series:
La seconda è un documentario dal titolo "Foo Fighters: Sonic Highways".
Sonic Highways è una serie di documentari diretta e ideata da Dave
Grohl, frontman del gruppo musicale alternative rock Foo Fighters. Ogni
episodio si svolge in una città diversa, descrivendone la scena musicale
e mostrando interviste con le personalità che ne hanno fatto parte.
Nell'episodio dedicato a New York, quello cioè sull'evoluzione della
musica nella Grande Mela c'è un bel po' di spazio sia su Bob Dylan che
su Woody Guthrie, con diversi interventi della figlia di Guthrie, Nora.
Lo stanno trasmettendo in chiaro su Rai 5 in seconda e terza serata
anche in replica.
Saluti da Dario Twist! :o)
Grazie per la preziosa
segnalazione caro Twist Of Fate, live long and prosper, Mr.Tambourine,
:o)
Venerdì 22 Settembre 2017
Talkin' 10223
- gianlucacarlini
Cari amici della Farm,
chi mi sa aiutare?
Con l'uscita di "Trouble no more" ho subito provato a pre-ordinare la
versione deluxe dal sito ufficiale bobdylan.com per ricevere anche i 2
cd omaggio con il live 1979 a San Diego.
Infatti il sito dice che questi 2 cd live si possono avere soltanto da
loro e solo fino ad esaurimento scorte... politica già utilizzata in
passato da bobdylan.com per alcuni gadgets in omaggio acquistando
direttamente da loro... ma, ahimè, questa volta, andando avanti nelle
procedure di pre-ordine il sito mi dice che non è possibile spedire alla
mia destinazione! Non spediscono più in italia? (temo che sia così).
Qualcuno ha notizie o idee per aiutarmi a non perdere i 2 cd live 19979
a San Diego?
Grazie! A presto, Gianluca coo coo bird.
Ciao Gianluca, senbra
strano che non spediscano in Italia, ma non ho potuto verificare. Giro
la tua domanda ai nostri Farmers per trovare una soluzione a questo
problema. Io te ne suggerisco una, se hai qualche amico che abita in USA
fallo ordinare da loro e poi, quando avranno ricevuto il cofanetto te lo
fai mandare a casa tua. Spero che qualcuno possa suggerirti qualcosa
meglio di me. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Oggetto: La faccia del carnefice è sempre
nascosta
Buongiorno mr. Tambourine,
grazie del chiarimento. La canzone da cui è tratta la frase è una di
quelle che mi riprometto di trascrivere, ovviamente tradotta, essendo
tra i testi ritenuti "profetici" del nostro Bob. Non so chi sia Dylan,
in fondo, e forse tutte le definizioni che tu hai dato sono vere.
Ascoltando "Highwai 61 Revisited", "Bringing it all back home", "Another
side of Bob Dylan" e "John Wesley Harding", ho scoperto che, nel
cofanetto, accanto al CD della Columbia, vi sono degli opuscoletti,
contenenti note e passi poetici scritti da Dylan. Non so se siano stati
tradotti e, se no, meriterebbe farlo. A me sembra di capire che, forse,
si tratta di pause parlate da Bob durante le registrazioni e, sempre
forse, successivamente trascritte a latere delle registrazioni musicali.
L'ultima frase di queste note che accompagnano "Bringing It All Back
Home" è : "some people say that /I am a poet". Chi ne sa qualcosa di
più? Più ascolto e più apprezzo. Più frequento il sito e più comprendo
ed apprezzo il senso della libertà di ricercare e capire. Lunga vita!
Carla.
La frase
completa è : "a poem is a naked person . . . some people say that I am a
poet" - Liner notes di Bringing It All Back Home che ti ho trascritto
sotto:
Bringing It All Back Home
liner notes by Bob Dylan
Son lì a guardare la parata /
sto avvertendo una combinazione di indolenti john estes.
jayne mansfield. humphrey bogart / morti-
mer snurd. murph the surf e così via /
un autostoppista erotico con addosso un lenzuolo
giapponese. attira la mia attenzione chiedendomi
se non m’aveva visto a questa hootenanny giù
a puerto vallarta, messico / io dico no
ti sbagli. ero uno dei
Supremi / allora si strappa via il lenzuolo
e d’un tratto diventa un farmacista di mezza età.
in corsa per la carica di procuratore distrettuale. inizia a gridar-
mi sei tu. sei tu quello
che provocava tutte quelle sommosse laggiù in
vietnam. subito si gira verso un gruppo di
persone e dice che se sarà eletto mi giustizierà
pubblicamente sulla sedia elettrica il quattro
luglio seguente. do un’occhiata in giro e tutte le persone
cui sta parlando hanno in mano dei cannelli /
inutile dirlo, me la filo e torno svelto nella
dolce e tranquilla campagna. sto scrivendo
COOOSA? sul mio muro preferito quando chi
passa di lì a bordo di un jet se non il mio tecnico
di registrazione “sono venuto a prender te e le tue
ultime opere. ti serve aiuto per qualcosa?”
(pausa)
le mie canzoni le scrivo con il timpano
in mente / un tocco d’un qualche colore ansioso.
innominabile. ovvio. e forse alla gente
piace un cantante brasiliano dolce... l’ho
piantata col voler cercare a tutti i costi la perfezione /
il fatto che la casa bianca sia piena di
dirigenti che non sono mai stati all’ apollo
theatre mi sconvolge. il perchè allen ginsberg non sia
stato scelto per leggere poesie all’inaugurazione
fa sussultare la mia mente / se qualcuno pensa che norman
mailer sia più importante di hank williams,
sta bene. non ho argomenti e
non bevo mai latte. preferirei modellare im-
pugnature per armonica piuttosto che discutere di antropologia azteca /
letteratura inglese. o storia delle nazioni
unite. io accetto il caos. non sono sicuro che
lui accetti me. so che ci sono persone terrorizzate
dalla bomba. ma ci sono altre persone terrorizzate
dall’idea di essere viste in possesso di una rivista di cinema moderno.
l’esperienza insegna che il silenzio terrorizza la gente
più d’ogni altra cosa... sono convinto che tutte le anime abbiano
qualcuno di superiore con cui avere a che fare / come il
sistema scolastico, un circolo invisibile a cui nessuno
è in grado di pensare senza consultare qualcuno / di
fronte a questo, responsabilità / sicurezza. il successo
non significa proprio nulla... io non vorrei
essere bach. mozart. tolstoy. joe hill. gertrude
stein o james dean / sono tutti morti. i
Grandi libri sono stati scritti. i Grandi verbi
sono stati tutti pronunciati / sto per farVi
uno schizzo di quello che succede qui attorno tal-
volta. anche se io stesso non capisco bene
quello che stia succedendo veramente. so
per certo che tutti moriremo un giorno o l’altro e che nessuna
morte ha mai fermato il mondo. le mie poesie
sono scritte in un atto di distorsione non poetica /
divise da orecchie perforate. false ciglia / sot-
tratte da gente che si tortura continuamente
a vicenda. con una linea melodica di vuotezza
descrittiva che fa le fusa – vista a volte attraverso occhiali da sole
scuri
ed altre forme di esplosione psichica. una canzone è
qualcosa che può camminare da sola / sono
uno scrittore di canzoni. una poesia è una persona nuda... alcuni
dicono che sono un poeta
(fine della pausa)
allora rispondo al mio tecnico di registrazione
“sì. beh potresti darmi una mano a mettere
questo muro sull’aereo”
(Bob Dylan)
Liner notes:
Produced by Tom Wilson
Photography by Daniel Kramer
i'm standing there watching the parade/
feeling combination of sleepy john estes.
jayne mansfield. humphry bogart/morti-
mer snerd. murph the surf and so forth/
erotic hitchhiker wearing japanese
blanket. gets my attention by asking didn't
he see me at this hootenanny down in
puerto vallarta, mexico/i say no you must
be mistaken. i happen to be one of the
Supremes/then he rips off his blanket
an' suddenly becomes a middle-aged druggist.
up for district attorney. he starts scream-
ing at me you're the one. you're the one
that's been causing all them riots over in
vietnam. immediately turns t' a bunch of
people an' says if elected, he'll have me
electrocuted publicly on the next fourth
of july. i look around an' all these people
he's talking to are carrying blowtorches/
needless t' say, i split fast go back t' the
nice quiet country. am standing there writing
WHAAT? on my favorite wall when who should
pass by in a jet plane but my recording
engineer "i'm here t' pick up you and your
lastest works of art. do you need any help
with anything?''
(pause)
my songs're written with the kettledrum
in mind/a touch of any anxious color. un-
mentionable. obvious. an' people perhaps
like a soft brazilian singer . . . i have
given up at making any attempt at perfection/
the fact that the white house is filled with
leaders that've never been t' the appollo
theather amazes me. why allen ginsberg was
not chosen t' read poetry at the inauguration
boggles my mind/if someone thinks norman
mailer is more important than hank williams
that's fine. i have no arguments an' i
never drink milk. i would rather model har-
monica holders than discuss aztec anthropology/
english literature. or history of the united
nations. i accept chaos. I am not sure whether
it accepts me. i know there're some people terrified
of the bomb. but there are other people terrified
t' be seen carrying a modern screen magazine.
experience teaches that silence terrifies people
the most . . . i am convinced that all souls have
some superior t' deal with/like the school
system, an invisible circle of which no one
can think without consulting someone/in the
face of this, responsibility/security, success
mean absolutely nothing. . . i would not want
t' be bach. mozart. tolstoy. joe hill. gertrude
stein or james dean/they are all dead. the
Great books've been written. the Great sayings
have all been said/I am about t' sketch You
a picture of what goes on around here some-
times. though I don't understand too well
myself what's really happening. i do know
that we're all gonna die someday an' that no
death has ever stopped the world. my poems
are written in a rhythm of unpoetic distortion/
divided by pierced ears. false eyelashes/sub-
tracted by people constantly torturing each
other. with a melodic purring line of descriptive
hollowness -- seen at times through dark sunglasses
an' other forms of psychic explosion. a song is
anything that can walk by itself/i am called
a songwriter. a poem is a naked person . . . some
people say that i am a poet
(end of pause)
an' so i answer my recording engineer
"yes. well i could use some help in getting
this wall in the plane"
-- By Bob Dylan
Per quanto riguarda le
altre Liner Notes di altri album una buona parte è già presente nel sito
in questa pagina:
Fai scorrere la
pagina fino dopo le traduzioni dei testi e dopo troverai: poesie, liner
notes, i discordi di Bob durante i concerti , scritti vari. Le liner
notes sono presenti nella maggior parte, sto preparando le pagine che
ancora non sono elencate e conto di metterle online a breve. Live long
and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Giovedì 21 Settembre 2017
Talkin' 10221
- calabriaminimum
Ciao Mr T.
ti segnalo questa nuova uscita:
"Trouble-no-more - the bootleg series vol. 13 -1979-1981" in uscita il 3
Novembre
Un abbraccione! :o)
Talkin' 10220
- mario_rizzo
"Trouble No More - The Bootleg Series
Vol. 13 / 1979-1981" showcases one of the richest periods of Bob Dylan’s
career. Available November 3.
Ciao.
Un grande grazie a
Dario "twist of fate" ed a Mario Rizzo per la tempestiva segnalazione
con la quale vi siete guadagnati il diritto di dare la notizia ai nostri
Farmers. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
"TROUBLE NO MORE - THE BOOTLEG SERIES
VOL. 13 / 1979-1981"
Disponibile dal 3 Novembre
DELUXE EDITION: 8 CD + 1 DVD
Disc 1: Live
1. Slow Train (Nov. 16, 1979)
2. Gotta Serve Somebody (Nov. 15, 1979)
3. I Believe in You (May 16, 1980)
4. When You Gonna Wake Up? (July 9, 1981)
5. When He Returns (Dec. 5, 1979)
6. Man Gave Names to All the Animals (Jan. 16, 1980)
7. Precious Angel (Nov. 16, 1979)
8. Covenant Woman (Nov. 20, 1979)
9. Gonna Change My Way of Thinking (Jan. 31, 1980)
10. Do Right to Me Baby (Do Unto Others) (Jan. 28, 1980)
11. Solid Rock (Nov. 27, 1979)
12. What Can I Do for You? (Nov. 27, 1979)
13. Saved (Jan. 12, 1980)
14. In the Garden (Jan. 27, 1980)
Disc 2: Live
1. Slow Train (June 29, 1981)
2. Ain’t Gonna Go to Hell for Anybody (Unreleased song – Apr. 24, 1980)
3. Gotta Serve Somebody (July 15, 1981)
4. Ain’t No Man Righteous, No Not One (Unreleased song – Nov. 16, 1979)
5. Saving Grace (Nov. 6, 1979)
6. Blessed Is the Name (Unreleased song – Nov. 20, 1979)
7. Solid Rock (Oct. 23, 1981)
8. Are You Ready? (Apr. 30, 1980)
9. Pressing On (Nov. 6, 1979)
10. Shot of Love (July 25, 1981)
11. Dead Man, Dead Man (June 21, 1981)
12. Watered-Down Love (June 12, 1981)
13. In the Summertime (Oct. 21, 1981)
14. The Groom’s Still Waiting at the Altar (Nov. 13, 1980)
15. Caribbean Wind (Nov. 12, 1980)
16. Every Grain of Sand (Nov. 21, 1981)
Disc 3: Rare and Unreleased
1. Slow Train (Soundcheck – Oct. 5, 1978)
2. Do Right to Me Baby (Do Unto Others) (Soundcheck – Dec. 7, 1978)
3. Help Me Understand (Unreleased song – Oct. 5, 1978)
4. Gonna Change My Way of Thinking (Rehearsal – Oct. 2, 1979)
5. Gotta Serve Somebody (Outtake – May 4, 1979)
6. When He Returns (Outtake – May 4, 1979)
7. Ain’t No Man Righteous, No Not One (Unreleased song – May 1, 1979)
8. Trouble in Mind (Outtake – April 30, 1979)
9. Ye Shall Be Changed (Outtake – May 2, 1979)
10. Covenant Woman (Outtake –February 11, 1980)
11. Stand by Faith (Unreleased song – Sept. 26, 1979)
12. I Will Love Him (Unreleased song – Apr. 19, 1980)
13. Jesus Is the One (Unreleased song – Jul. 17, 1981)
14. City of Gold (Unreleased song – Nov. 22, 1980)
15. Thief on the Cross (Unreleased song – Nov. 10, 1981)
16. Pressing On (Outtake – Feb. 13, 1980)
Disc 4: Rare and Unreleased
1. Slow Train (Rehearsal – Oct. 2, 1979)
2. Gotta Serve Somebody (Rehearsal – Oct. 9, 1979)
3. Making a Liar Out of Me (Unreleased song – Sept. 26, 1980)
4. Yonder Comes Sin (Unreleased song – Oct. 1, 1980)
5. Radio Spot January 1980, Portland, OR show
6. Cover Down, Pray Through (Unreleased song – May 1, 1980)
7. Rise Again (Unreleased song – Oct. 16, 1980)
8. Ain’t Gonna Go to Hell for Anybody (Unreleased song – Dec. 2, 1980)
9. The Groom’s Still Waiting at the Altar (Outtake – May 1, 1981)
10. Caribbean Wind (Rehearsal – Sept. 23, 1980)
11. You Changed My Life (Outtake – April 23, 1981)
12. Shot of Love (Outtake – March 25, 1981)
13. Watered-Down Love (Outtake – May 15, 1981)
14. Dead Man, Dead Man (Outtake – April 24, 1981)
15. Every Grain of Sand (Rehearsal – Sept. 26, 1980)
Disc 5 – Live in Toronto 1980
1. Gotta Serve Somebody (April 18, 1980)
2. I Believe In You (April 18, 1980)
3. Covenant Woman (April 19, 1980)
4. When You Gonna Wake Up? (April 18, 1980)
5. When He Returns (April 20, 1980)
6. Ain’t Gonna Go To Hell For Anybody (Unreleased song – April 18, 1980)
7. Cover Down, Pray Through (Unreleased song – April 19, 1980)
8. Man Gave Names To All The Animals (April 19, 1980)
9. Precious Angel (April 19, 1980)
Disc 6 – Live in Toronto 1980
1. Slow Train (April 18, 1980)
2. Do Right To Me Baby (Do Unto Others) (April 20, 1980)
3. Solid Rock (April 20, 1980)
4. Saving Grace (April 18, 1980)
5. What Can I Do For You? (April 19, 1980)
6. In The Garden (April 20, 1980)
7. Band Introductions (April 19, 1980)
8. Are You Ready? (April 19, 1980)
9. Pressing On (April 18, 1980)
Disc 7 – Live in Earl’s Court, London – June 27, 1981
1. Gotta Serve Somebody
2. I Believe In You
3. Like A Rolling Stone
4. Man Gave Names To All The Animals
5. Maggie’s Farm
6. I Don’t Believe You
7. Dead Man, Dead Man
8. Girl From The North Country
9. Ballad Of A Thin Man
Disc 8 – Live in Earl’s Court – London – June 27, 1981
1. Slow Train
2. Let’s Begin
3. Lenny Bruce
4. Mr. Tambourine Man
5. Solid Rock
6. Just Like A Woman
7. Watered-Down Love
8. Forever Young
9. When You Gonna Wake Up
10. In The Garden
11. Band Introductions
12. Blowin’ In The Wind
13. It’s All Over Now, Baby Blue
14. Knockin’ On Heaven’s Door
Disc 9: Bonus DVD
Trouble No More – A Musical Film
DVD EXTRAS:
Shot of Love
Cover Down, Pray Through
Jesus Met the Woman at the Well (Alternate version)
Ain’t Gonna Go to Hell for Anybody (Complete version)
Precious Angel (Complete version)
Slow Train (Complete version)
Set 4 LP oppure 2 CD
Disc 1: Live
1. Slow Train (Nov. 16, 1979)
2. Gotta Serve Somebody (Nov. 15, 1979)
3. I Believe in You (May 16, 1980)
4. When You Gonna Wake Up? (July 9, 1981)
5. When He Returns (Dec. 5, 1979)
6. Man Gave Names to All the Animals (Jan. 16, 1980)
7. Precious Angel (Nov. 16, 1979)
8. Covenant Woman (Nov. 20, 1979)
9. Gonna Change My Way of Thinking (Jan. 31, 1980)
10. Do Right to Me Baby (Do Unto Others) (Jan. 28, 1980)
11. Solid Rock (Nov. 27, 1979)
12. What Can I Do for You? (Nov. 27, 1979)
13. Saved (Jan. 12, 1980)
14. In the Garden (Jan. 27, 1980)
Disc 2: Live
1. Slow Train (June 29, 1981)
2. Ain’t Gonna Go to Hell for Anybody (Unreleased song – Apr. 24, 1980)
3. Gotta Serve Somebody (July 15, 1981)
4. Ain’t No Man Righteous, No Not One (Unreleased song – Nov. 16, 1979)
5. Saving Grace (Nov. 6, 1979)
6. Blessed Is the Name (Unreleased song – Nov. 20, 1979)
7. Solid Rock (Oct. 23, 1981)
8. Are You Ready? (Apr. 30, 1980)
9. Pressing On (Nov. 6, 1979)
10. Shot of Love (July 25, 1981)
11. Dead Man, Dead Man (June 21, 1981)
12. Watered-Down Love (June 12, 1981)
13. In the Summertime (Oct. 21, 1981)
14. The Groom’s Still Waiting at the Altar (Nov. 13, 1980)
15. Caribbean Wind (Nov. 12, 1980)
16. Every Grain of Sand (Nov. 21, 1981)
Mercoledì
20 Settembre 2017
Talkin' 10219
- calabriaminimum
Caro Mr Tambourine,
approfitto di questa missiva per salutare tutti gli amici della
Fattoria, e in special modo te e Sir Eglamore, il quale mi cita in una
sua invettiva sul sito da te curato. Io più che se-dicente poeta, mi
sono sempre definito baccelliere di periferie silenziose. Non ho mai
aspirato a diventare un punto di riferimento, nemmeno per questo Sito.
Di sicuro sono stato blogger, questo è vero. Di sicuro sono stato molto
presente sulle pagine di Maggie's Farm, e anche questo non posso
negarlo. Già però come esegeta o appassionato di Dylan, sono risultato
più volte poco ortodosso, non convenzionale, o se preferite: strano.
Però questo è uno strano mondo. Un mondo che premia addirittura un
personaggio come Dylan con il Nobel. Fate attenzione, dunque, agli
stravaganti. Non lo è Dylan stesso? Non lo siamo un po' tutti? E i
poeti, quelli veri, suvvia, non scherziamo!
Vostro umile blogger affezionatissimo,
Dario "scherzo del destino" Greco
Ciao Dario, felice di
leggerti di nuovo. D'accordissimo con te che questo mondo è veramente
strano, anche noi, ognuno a modo suo siamo, non dico degli stravaganti
al 100%, ma delle case uniche delle quali non c'è replica nell'intero
universo, questo coi nostri pregi e coi nostri difetti. Quando si legge
Dylan si aggrotta sempre la fronte, naturalmente per motivi
diversissimi, ma nessuno può fare a meno di farsi delle domande. E' un
genio? E' un poeta? E' un letterato? E' un furbo? E' un
visionario? E' un drogato? E' uno sbandato? E' questo....E'
quello.......ma forse.....però.........bha! Certo il Nobel ha generato,
oltre ai numerosissimi elogi, reazioni, contestazioni,
disapprovazioni e critiche soprattrutto da parte di coloro che un Nobel
non lo vinceranno mai, ma tant'è, l'invidia del successo e
dell'intelligenza altrui è una cosa che cova continuamente sotto la
cenere del nostro cervello, pronta a riprendere fuoco in qualsiasi
momento. Io personalmente, da appassionato dylaniano che molto ha letto
e riflettuto sui testi di Bob, penso che il Nobel l'abbia meritato
tutto, anzi, a mio avviso avrebbero dovuto premiarlo anni fa e non
aspettare tutto questo tempo. Allo stesso modo però non sono certo che
il mio giudizio sull'avvenimento sia quello giusto, la mia modesta
cultura non mi permette di andare a scovare nella mia mente
elucubrazioni che possano darmi ragione. Certo invece è il fatto che se
il mondo accademico ha deciso che Dylan meritasse di essere onorato con
il Nobel avrò avuto certamente le sue buone ragioni, anche se arrivato
in ritardo e quasi fuori tempo massimo. Nel corso degli anni, dalla sua
fondazione ad oggi, il Premio Nobel è stato assegnato, in diversi campi,
a persone che hanno suscitato polemiche e contestazioni, quindi non vedo
perchè la nomina di Dylan avrebbe dovuto far eccezione. Una cosa è
certa, Il Premio Nobel 2016 per la letteratura è stato assegnato a Bob
Dylan, punto e basta! Tu hai un pregio caro Dario, scrivi quello che ti
sembra giusto o sbagliato con il tuo personale metro di giudizio,
fregandotene giustamente se qualcuno non la pensa come te. Però è vera
la tua supposizione che siamo tutti un pò stravaganti ed io dico meno
male, pensa che noia se al mondo fossimo tutti uguali nell'agire e nel
pensare, non sarebbe certamente dolce il naufragar in quel mare ! Live
long and propser, Mr.Tambourine, :o)
Film: "Don't look back", domani sera
alle 22,15 su Rai5
clicca qui
Martedì 19 Settembre 2017
Talkin' 10218
- dinve56
Buongiorno mr. Tambourine,
va benissimo non prendere nessuno troppo sul serio... nemmeno se stessi,
ma qui è il bello del sito! Un po' sul serio e un po' no, si impara
comunque molto. Se traduci e interpreti la frase che chiude il tuo
ultimo intervento, ti sono grata. Lunga vita! Carla.
Cara Carla, la frase era
"the executioner's face is always well hidden" che tradotta vuol dire
"la faccia del carnefice è sempre ben nascosta", tratta da "A Hard Rain
A-Gonna Fall" :
http://www.maggiesfarm.eu/testiA+numeri/ahardrainsagonnafall.html .
La frase era riferita a Sir Eglamore che si manifesta sempre sotto
celate spoglie, come se non volesse farci sapere la sua vera identità.
In realtà credo che a nessuno di noi importi sapere chi sia in realtà
Sir Eglamore, l'importante è che continui a deliziarci e stuzzicarci con
le sue ironiche mail alle quali è sempre stimolante rispondere. Live
long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Tutta la storia e i segreti di "The
Freewhelin’ Bob Dylan"
clicca qui
Lunedì 18 Settembre 2017
Talkin' 10217
- dinve56
Buongiorno Mr. Tambourine,
il dibattito sul sito è sempre vivace e interessante; tu sei, come
sempre, il giusto punto di equilibrio. Superfluo ribadire che nessun
essere umano è onnisciente; giusto ricordare che su Dylan è stato
scritto moltissimo e che, anche tra i Farmers, qualcuno conosce di più e
qualcuno di meno; altrettanto doveroso ricordare che il sito consente a
tutti di arricchire le proprie conoscenze su Bob Dylan e di esprimere le
proprie opinioni, più o meno fantasiose, più o meno condivisibili. Spero
che il sedicente laureando dica la verità... se no, ha avviato il
dibattito sull'immaginario americano rintracciabile nelle canzoni di
Bob.
Ho solo tentato, nel mio passato intervento, di individuare alcune
immagini che, per me, vanno intese come simboli. Non so se la canzone
dedicata a George Jackson sia tra le più insignificanti, può anche
darsi; a me sembra che l'ultima strofa contenga un'immagine molto forte,
che va intesa come simbolo di angoscia e paura dell'errore e della pena
conseguente, una delle componenti, forse, dell'immaginario
americano.Sono orgogliosa di essere, su Dylan, un' autodidatta che cerca
di saperne di più sul premio Nobel per la letteratura più discusso di
sempre e che si documenta, leggendo libri su Dylan, ascoltando le sue
canzoni, leggendone, di qualcuna, il testo tradotto, facendo tesoro
degli interventi di chi, come Mr. Tambourine ed altri Farmers, conosce e
pratica da più tempo il variegato e controverso universo dylaniano.
Grazie ancora per il sito e lunga vita a tutti! Carla.
Secondo il metro di Sir
Eglamore io sono classificato come inaffidabile e persona che si
arrampica sui vetri, quindi attenta in futuro quando ti verrà di dire
qualcosa di positivo su di me e quando leggerai ciò che scrivo non
prenderlo troppo sul serio! Io giudico Eglamore in modo positivo
riconoscendogli la capacità di stimolare interessanti scambi di idee.
Credo che nessuno dei Farmers si offenda per il suo modo di esprimersi
nei loro riguardi, la sua satira è, a mio parere, un segno di stima nei
loro confronti. Pensando ad Eglamore mi viene in mente una frase di Bob:
"the executioner's face is always well hidden", chissà perchè....! Live
long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Pink Floyd, le visioni della
generazione che reinterpretava il mondo
clicca qui
___________________________________________________________________________________________________________________
Marc Bolan, 40 anni fa moriva il genio
incompreso del glam
clicca qui
Bob Dylan: la canzone per la
campagna presidenziale di Trump
clicca qui
Sabato 16 Settembre 2017
Talkin' 10216
- duluth49
Oggetto: Punti di vista
Ho ascoltato parecchi live di Bob dei concerti del 2017 , secondo il mio
ascoltare mi e' sembrato parecchio piu' bravo al piano , che abbia preso
delle lezioni? ........
Vorrei sapere dagli amici della fattoria un loro parere.
Grazie, un saluto a tutti, Marcello
Caro Marcello, Dylan
ha sempre pling-plongato il piano fin dai suoi inizi musicali, tentò
anche di entrare nella band di Bobby Vee che verso la fine degli anni 50
era alla ricerca di un pianista. Vee incontrò quel giovane musicista che
al tempo si faceva chiamare Elston Gunn ma che in realtà era proprio
Robert Zimmerman. I due suonarono insieme solo per poche date ma Vee
dovette "licenziare" Bob perchè non poteva permettersi di comperagli un
pianoforte, così la carriera di pianista di Bob finì nel giro di poche
date. Dylan ha sempre mostrato riconoscenza verso l'artista che nel 1961
portò nelle classifiche internazionali Take good care for my baby: "La
persona più bella con la quale io abbia mai condiviso il palco", disse
Dylan nel 2013 parlando del suo vecchio amico. Fu proprio Dylan, tra le
altre cose, a consigliare a Bobby di accorciare il suo cognome da
Velline a Vee. Comunque Bob continuò a suonare il piano soprattutto in
fase ritmica, non è mai stato un pianista in grado di fare parti da
solista, e se ben ricordo, a Barolo tu eri proprio di fianco a me ed hai
potuto sentire la caterva di note sbagliate che Bob ci propinò quella
sera. Ora pare che usi il piano quasi esclusivamente in fase ritmica,
opzione nella quale se la cava discretamente, forse consigliato da
qualcuno del suo staff o forse perchè ha letto le recensioni dei
concerti nella quali si parlava apertamente di pling-plong piano.
Naturalmente, ora che sono diversi anni che usa solo quello strumento,
ci avrà preso sicuramente più dimestichezza, non commette più errori
evidenti perchè sicuramente l'allenamento conta più di qualunque altra
cosa, quindi un pianista mediocre col tempo può diventare accettabile se
non ricade nei vecchi errori. Se qualcun'altro vuole esprimere il suo
parere su quest'argomento da te proposto, questa pagina è sempre a
disposizione. Un saluto sentito a te e tua moglie, live long and
prosper, Mr.Tambourine, :o)
Caro Tommaso,
la avverto che qui in questo sito siamo tutti piuttosto irascibili e
insofferenti. Vada quindi coi piedi di piombo, perché gli insolenti
siamo abituati a defenestrarli senza inutili convenevoli.
Lord Thomas, lei sostiene di essere prossimo alla laurea. Non possiamo
che fidarci, ma non siamo degli stupidi: sappiamo bene quanti studenti,
più portati al calcestruzzo che al libro, costruiscano, prigionieri
delle loro bugie, le più improbabili geometrie, pur di allontanare nel
tempo il giorno della verità che, quando implacabile arriverà,
trascinerà lo studente smidollato (o il professionista impostore) in una
rovina tanto più disastrosa quanto più aggrovigliato era il garbuglio di
menzogne (ubris), fino alle estreme conseguenze: la vergogna, la
miseria, il carcere e il cappio.
E poi perché solo tre anni, cinque fa troppa fatica? E che impiego
penserebbe di trovare con la laurea in scienze della comunicazione?
Comunque, nella improbabile eventualità che questa tesi non sia una
patetica messinscena, provo a darle soccorso.
La sacerdotessa Carla dice “Girl from the North Country” (scusi ma la
frontiera è quella scozzese o americana?) e cita George Jackson che è
uno dei testi più insignificanti scritti dal nostro perfido giullare;
non so che dire… è un’ottima persona, ma è autodidatta e ha una fervida
fantasia. Servirebbe il prode Miscio, lui è colto e intelligente, ma è
molto pigro e dubito che lei riesca a convincerlo ad alzarsi dal divano.
Poi, certo, c’è il nostro Zeus, il Prof. Carrera, ma è sull’Olimpo. Di
Tamburino non si fidi, si arrampica sui vetri. Il proprietario del sito,
Napoleone si chiama, invece è sparito e comunque era molto antipatico.
Non parliamo dei se-dicenti poeti (il cognato di Bubola e quel Dario
scherzo del destino)… sono strani, stia attento.
Io sono solo il buttafuori, non saprei cosa proporle. Per quanto
riguarda la vecchia frontiera, mi vengono in mente: I Pity the Poor
Immigrant, God on Our Side e tutta la faccenda Billy The Kid, oltre al
ricco filone delle ballate tradizionali americane (che essendo americane
valgono poco) sui fuorilegge, da Jesse James a Hiram Hubbard (Dylan ha
scritto John Wesley Harding). La nuova non la conosco.
In bocca al lupo, Sir Eglamore
Ciao Eglamore,
bentornato su queste pagine nelle quali elargisci in quantità
indistriale la tua, a volte pleonastica ed inane, a volte prolissa, a
volte noiosa, a volte significativa, a volte avvincente ed intrigante, a
volte stimolante, a volte perfino piacevole ed utile, saccenza.
Per correttezza penso che la parola "Ubris" così come l' hai scritta
tu sia stata
una svista. Secondo me volevi dire "Hybris" (ˈhyːbris, in greco antico:
ὕβϱις, hýbris) che è un topos (tema ricorrente) della tragedia greca e
della letteratura greca, presente anche nella Poetica di Aristotele.
Significa letteralmente "tracotanza", "eccesso", "superbia", “orgoglio”
o "prevaricazione". Credo che Tommaso apprezzerà i tuoi consigli e le
tue minacce ed i tuoi dubbi sulle sue intenzioni e sulle sue scelte, ma
questo potrà dircelo solo lui.
La sacerdotessa Carla D’inverno, per quanto tu voglia
sottovalutarla,
pur essendo certamente meno ferrata di te su qualunque argomento, (per
chi avesse dei dubbi, specifichiamo e rendiamo noto a tutti che migliore
di te ed onnisciente come te - l'onniscienza è un fenomeno paranormale
e parapsicologico, si tratta in sostanza della facoltà di essere a
conoscenza di tutto ciò che è accaduto in passato, che sta accadendo al presente e che accadrà nel futuro - non c’è nessuno), ma però ha
il sacrosanto diritto alle sue opinioni, anche se a te sembrano
superficiali e fantasiose. Concordo con te nel pensare che Carla sia un’ottima
persona. Credo inoltre che sia autodidatta proprio come te (a meno che
tu non abbia una laurea in Dylanologia) ed in questo non ci vedo niente
di male, tutti siamo autododatti su Bob Dylan , nessuno è depositario
della verità ed ognuno di noi studia Bob e trae le sue conclusioni in
modo autonomo, voglio dire che io posso leggere mille libri su Dylan,
trarre spunto da essi, ma poi l’idea finale su Dylan me la faccio da
solo, contento di essermela fatta in completa autonomia e libertà.
Il prode Miscio sarebbe in grado di contrastarti bellamente con la sua
intensa, luminosa, smagliante, splendente, scintillante, sfavillante,
chiara, nitida e vivida intelligenza e cultura, speriamo che questa
volta riesca a vincere la sua ignavia ed accidia per una degna risposta
ai tuoi paralipomeni. Il verbo di Miscio potrebbe chiarire alcuni punti
della tua e-mail difficili da interpretare, sempre che ritega il farlo
cosa utile.
Per quanto riguarda Zeus credo che in questo caso sia meglio non
tediarlo e lasciarlo tranquillo ai suoi doveri olimpici.
Di me concordo con te, meglio non fidarsi di uno che si aggrappa a
ragioni insostenibili, senza alcun fondamento, che tenta invano
giustificazioni assurde, in parole povere un gretto miserabile.
Forse sarà per questa mia inettitudine che fatico a dare un significato
alla tua espressione “vecchia frontiera” in quanto la frontiera
americana è sempre stata in movimento spostandosi continuamente fin dai tempi della corsa all'Ovest
nel 1850, evolvendosi verso nuovi obiettivi (va bene anche la grafia
“obbiettivi”) nella sua evoluzione. "I Pity The Poor Immigrant" tratta il
tema dell’immigrazione di tanti disperati alla ricerca della
realizzazione dei loro sogni, ma non so se questo argomento potrebbe
rientrare nel termine “vecchia frontiera”. Idem per “With God On Our
Side” (questo è il titolo esatto della canzone) che non è proprio una
creazione dylaniana per quanto riguarda la musica che è una adattamento
derivato da “The Patriot Game” di Dominic Behan, che probabilmente Dylan
aveva sentito cantare dai Clancy Brothers
durante le sue frequentazioni con Suze Rotolo della "White Horse Taver" al Greenwich
Village. A sua volta Behan aveva
ripreso una melodia comune a vari traditional: "The Grenadier and the
Lady", "The Nightingale" e "Paddington Green". La canzone descrive
proprio la frontiera in movimento, partendo dal massacro dei nativi americani per
passare dalla guerra Ispano-Americana, proseguendo poi per la prima
guerra mondiale (la ragione per combatterla non l’ho mai capita dice
Dylan) e per la seconda guerra mondiale con l’ironia e lo stupore di un
giovane di origine ebrea che deve constatare che ora l’America è
diventata amica dei tedeschi (ne hanno cotti sei milioni nei forni dice
Dylan ,e anche loro adesso hanno Dio dalla loro parte), prosegue con la
guerra fredda e gli insegnamenti ad odiare i Russi, passa poi al momento
quando qualcuno schiaccerà un bottone facendo saltare il mondo intero,
si chiede poi se il Nazareno sia stato tradito con un atto d’amore, se Giuda
aveva Dio dalla sua parte mentre vendeva Gesù, chiudendo con la speranza
che se veramente Dio sia dalla parte degli americani fermerà la prossima
guerra, quindi la “vecchia frontiera” in questo caso è solo il punto di
partenza per una nuova.
La faccenda Billy The Kid è solo la colonna sonora di un film che si
avvale di una melodia di sicura presa e, a mio parere, una serie di testi abbastanza
scontati e non significativi, potrebbe essere un episodio della “vecchia
frontiera” ma non vedo nessun collegamento con essa.
Jesse James non è una canzone di Bob Dylan quindi non la considero parte
dell’argomento, Hiram Hubbard è un traditional riarrangiato da Dylan,
perciò anch’essa non la farei rientra nel discorso.
Invece per quanto concerne il sito il proprietario del dominio
maggiesfarm.eu sono proprio io. Napoleone era il titolare di
maggiesfarm.it, dico era perchè ora credo non sia più lui il detentore
del dominio. Comunque sia forse Napoleone ti era antipatico, ma in
materia e competenza dylaniana dava facilmente dei punti a tutti.
Per quanto concerne i se-dicenti “Ardez” (cognato di quel grande
songwriter e poeta che è Massimo Bubola) e l’amico Dario Twist of Fate
sta a loro decidere se risponderti o ignorarti.
Scusami se mi son permesso di fare delle piccole precisazioni ma mi è sembrato
necessario. Alla prossima, il Tamburino arrampicatore, :o)
Venerdì 15 Settembre 2017
Talkin' 10214
- tom.coluzzi
Oggetto: Tesi di laurea
Salve, vi ho scritto la scorsa settimana
per sapere se potevate aiutarmi con delle info che potrebbero essere
fondamentali per la mia scrittura della tesi, vi ringrazio tanto per
l'attenzione e vorrei rinnovarvi la richiesta di aiuto. Grazie ancora!
Tommaso.
Forse ti sarà
sfuggito ma ti ho risposto il giorno 11 Settembre con la
Talkin' 10210.
La Fattoria non dimentica nessuno e
men che meno snobba qualcuno, è pur vero che la tesi di laurea la devi
fare tu, e in questo gli archivi del sito ti possono essere molto utili.
Leggi le interviste e ti farai un'idea del pensiero dylaniano, leggi i
saggi scritti su Bob e troverai spunti interessantissimi, leggi le
traduzioni dei testi delle sue canzoni e troverai migliaia di frasi che
fanno al caso tuo, ma solo tu potrai scegliere cosa usare di tutto
questo. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Buongiorno Mr. Tambourine,
volevo fare i complimenti e gli auguri al giovane laureando che si
cimenta con un argomento arduo ma molto interessante. Mi associo alla
tua considerazione che la consultazione del sito gli sarà utile. Mi
permetto di suggerirgli una ricerca di simboli più che di parole
oggettive e realistiche. L'opera di Bob Dylan è, a mio modesto avviso,
una foresta simbolica che fa impallidire la ricchezza multiforme
dell'universo simbolico del nostro Dante. Suggerirei al giovane
laureando di vedere il testo di "Girl from the north country" per il
tema della frontiera (tenga però presente il testo inglese e interpreti
il significato della parola usata nell'originale, che noi in italiano
traduciamo con "frontiera" o "confine"); suggerirei ancora, relativo al
tema dello spazio aperto associato all'idea di libertà spirituale il
testo di "I shall be released"; infine, per contrapposizione
all'immagine frontiera-spazio aperto-libertà, suggerirei di vedere la
simbologia dell'ultima strofa della canzone dedicata a George Jackson.
Poi, mi rivolgo ancora al laureando per il tuo tramite, Mr. Tambourine,
dovrà, secondo me, focalizzare la sua attenzione su un limitato numero
di testi, e, ove possibile, tentare una contestualizzazione degli
stessi. I testi delle canzoni sono sul sito in ordine alfabetico. Grazie
del sito. Buona fortuna al giovane di buona volontà. Spero che scopra
anche lui, oltre la sua tesi, l'originalità del linguaggio poetico di
Dylan. A presto. Lunga vita, Carla.
Concordo perfettamente
con le tue parole, Dylan è una leggenda monumentale e va studiato
attentamente per coglierne tutte le sfumature del suo pensiero. Lasciami
aggiungere che sono d'accordo che i testi originali inglesi rendono
meglio l'idea del pensiero di Bob, la traduzione, per quanto perfetta,
perde sempre il sapore originale, tanto per capirci, un piatto di
spaghetti fatto in America non avrà mai il sapore di quelli fatti a
Napoli. Il Prof. Carrera ha spiegato questo problema chiaramente, in una
traduzione letterale si perde molto del senso dylaniano, certe frasi in
uso americano vogliono dire una cosa, tradotte letteralmente rischiano
di non significare un bel niente, ed in questo si perde anche l'idea del
senso dylaniano. Per contro si potrebbe fare una traduzione che si
attenga più al senso ed al significato del testo ma in questo caso la
traduzione letterale andrebbe a farsi benedire. Ci sono parole tipo
"baby" che assumono un significato diverso a seconda del modo e del
contesto in cui sono usate, la parola può esprimere gioia, amore,
rispetto e molte volte anche ironia, ma se la traduciamo sempre con
"piccola" i concetti ed i significati molte volte vanno a farsi
benedire. Questa è una difficoltà da non sottovalutare perchè si rischia
di andare fuori strada e di scrivere cose poco aderenti con quello che
voleva esprimere Dylan. Una tesi su Dylan, a mio personale parere, è
sempre una cosa da affrontare con le pinze e con il triplo della massima
attenzione, come se si affrontasse una tesi sulla poesia di Dante o
sulla letteratura di Shakespeare. Chiunque, quando si parla di Dylan,
deve leggere e rileggere ed a volte correggere per fare in modo di dare
il miglior senso di chiarezza a quello che vuole esprimere. Dylan non è
un argomento facile, non per niente sono stati consumati fiumi di
inchiostro per cercare di descriverlo, ma non è nemmeno impossibile,
solo ci vuole tantissima attenzione, proprio come quando si legge la
Divina Commedia per capire terzina per terzina la grandezza del poeta.
Quindi auguro anch'io a Tommaso di fare un buon lavoro, se poi conosce
bene la lingua inglese avrà meno difficoltà nell'interpretare Dylan e
trovare le parole giuste per spiegarlo nella sua tesi. Live long and
prosper, Mr.Tambourine, :o)
Rise è una canzone di Gabrielle, e dà il titolo al secondo album della
cantante inglese.
Scritta da Gabrielle, Ollie Dagois, Ferdy Unger-Hamilton e Bob Dylan e
prodotta da Johnny Dollar, la canzone ha raggiunto la vetta della
classifica inglese nel gennaio 2000.
Rise è uno dei pochi casi in cui Bob Dylan ha concesso il campionamento
di un proprio pezzo. Infatti la canzone prende una parte del brano
Knockin' on Heaven's Door.
Gabrielle, nome completo Louise Gabrielle Bobb (Londra, 16 aprile 1970),
è una cantante britannica.
Il suo singolo di debutto Dreams ha raggiunto il 1º posto della
classifica inglese nel giugno 1993 rimanendovi per tre settimane.
Dopo altri singoli di successo come Going Nowhere, Give Me A Little More
Time, Walk on By e If You Ever cantata in duetto con gli East 17,
Gabrielle ottiene nel 2000 il secondo numero uno inglese con il singolo
Rise che contiene un sample di Knockin' on Heaven's Door di Bob Dylan.
Anche l'album omonimo raggiunge la vetta e rimane in classifica per 87
settimane.
I know that it's over
But I can't believe we're through
They said that time's a healer
And I'm better without you
It's gonna take time I know
But I'll get over you So che è finita
Ma non riesco a credere che siamo finiti noi
Dicono che il tempo è guaritore
E che io sto meglio senza di te
Ci vorrà tempo lo so
Ma ti supererò
[Chorus:]
Look at my life
Look at my heart
I have seen them fall apart
Now I'm ready to rise again
Look at my hopes
Look at my dreams
I'm building bridges from these scenes
Now I'm ready to rise again Guarda la mia vita
Guarda il mio cuore
Li ho visti spezzarsi
Ora sono pronta a risorgere
Guarda alle mie speranze
Guarda ai miei sogni
Sto costruendo ponti da questi scenari
Ora sono pronta a risorgere
Caught up in my thinking, yeah
Like a prisoner in my mind
You pose so many questions
But the truth was hard to find
I better think twice I know
That I'll get over you Presa nel mio pensiero (yeah)
Come una prigioniera nella mia mente
Tu poni talmente tante domande
ma la verità era difficile da trovare
Lo so che farei meglio a pensarci due volte
Ma ti supererò
[Chorus]
Much time has passed between us
Do you still think of me at all?
My world of broken promises
Now you won't catch me when I fall Molto tempo è passato tra di noi
Pensi proprio ancora a me?
Il mio mondo di promesse spezzate
Ora non mi prenderai quando cadrò
[Chorus]
Giovedì 14 Settembre 2017
Mavis Staples special guest in 19 date
del Fall Tour 2017
17 Ottobre 2017 Salt Lake City, UT -
Eccles Theater - with special guest Mavis Staples
18 Ottobre 2017 Salt Lake City, UT - Eccles Theater - with special guest
Mavis Staples
21 Ottobre 2017 Denver, CO - 1STBANK Center - with special guest Mavis
Staples
23 Ottobre 2017 Omaha, Nebraska - CenturyLink Center - with special
guest Mavis Staples
24 Ottobre 2017 Ames, IA - Stephens Auditorium - with special guest
Mavis Staples
25 Ottobre 2017 Saint Paul, MN - Xcel Energy Center - with special guest
Mavis Staples
27 Ottobre 2017 Chicago, IL - Wintrust Arena - with special guest Mavis
Staples
28 Ottobre 2017 Grand Rapids, MI - Van Andel Arena - with special guest
Mavis Staples
29 Ottobre 2017 Bloomington, IN - IU Auditorium - with special guest
Mavis Staples
1 Novembre 2017 Detroit, MI - Fox Theatre
3 Novembre 2017 Akron, OH - E.J. Thomas Hall5 NOV 2017 Columbus, OH -
Palace Theatre
5 Novembre 2017 Columbus, OH - Palace Theatre - with special guest Mavis
Staples
6 Novembre 2017 Pittsburgh, PA - Heinz Hall - with special guest Mavis
Staples
8 Novembre 2017 Uniondale, NY - Nassau Coliseum - with special guest
Mavis Staples
10 Novembre 2017 Richmond, VA - Coliseum - with special guest Mavis
Staples
11 Novembre 2017 Philadelphia, PA - Tower Theatre - with special guest
Mavis Staples
12 Novembre 2017 Philadelphia, PA - Tower Theatre - with special guest
Mavis Staples
14 Novembre 2017 Washington, DC - The Anthem - with special guest Mavis
Staples
16 Novembre 2017 Boston, MA - Agganis Arena - with special guest Mavis
Staples
Ciao,
È da anni che sto cercando un video, anche amatoriale, del concerto
svoltosi a Modena con Tom Petty e Barry McGuire una trentina di anni fa.
Sarò eternamente grato a chi mi potrà fornire delle informazioni al
riguardo...Livio Horrakh.
Ciao Livio,
certtamente ti sarai confuso, Barry McGuire non ha mai suonato con Dylan
e Petty, invece nel 1986 Dylan suonò con Tom Petty e gli Heartbreakers
per la festa dell'umità che si tenne all'Autodromo di Modena il 12
Settembre 1987 per l'organiuzzazione di David Zard. Sotto puoi leggere i
relativi articoli dell'annuncio e della cronaca della serata:
Non fu registrato
nessun video perchè la Rai ebbe l'autorizzazione di filmare solo un paio
di canzoni nel concerto seguente tenutosi al palasport di Torino. Live
long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Martedì 12 Settembre 2017
FALL TOUR 2017: 21 NUOVE DATE
13 Ottobre 2017 Valley Center, CA -
Harrah’s Resort SoCal – The Events Center
14 Ottobre 2017 Las Vegas, NV - The Cosmopolitan Hotel – The Chelsea
Theatre
17 Ottobre 2017 Salt Lake City, UT - Eccles Theater
18 Ottobre 2017 Salt Lake City, UT - Eccles Theater
21 Ottobre 2017 Denver, CO - 1STBANK Center
23 Ottobre 2017 Omaha, Nebraska - CenturyLink Center
24 Ottobre 2017 Ames, IA - Stephens Auditorium
25 Ottobre 2017 Saint Paul, MN - Xcel Energy Center
27 Ottobre 2017 Chicago, IL - Wintrust Arena
28 Ottobre 2017 Grand Rapids, MI - Van Andel Arena
29 Ottobre 2017 Bloomington, IN - IU Auditorium
1 Novembre 2017 Detroit, MI - Fox Theatre
3 Novembre 2017 Akron, OH - E.J. Thomas Hall5 NOV 2017 Columbus, OH -
Palace Theatre
5 Novembre 2017 Columbus, OH - Palace Theatre
6 Novembre 2017 Pittsburgh, PA - Heinz Hall
8 Novembre 2017 Uniondale, NY - Nassau Coliseum
10 Novembre 2017 Richmond, VA - Coliseum
11 Novembre 2017 Philadelphia, PA - Tower Theatre
12 Novembre 2017 Philadelphia, PA - Tower Theatre
14 Novembre 2017 Washington, DC - The Anthem
16 Novembre 2017 Boston, MA - Agganis Arena
Credo che con queste date
si chiuda il Tour 2017, quindi, avendo già fatto il tratto europeo, per
quest'anno non avremo il piacere di vedere Bob sui nostri palchi.
Dobbiamo aver pazienza, tutto arriva a chi sa aspettare!
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Talkin' 10211
- dinve56
Oggetto: Dylan, le donne, l'amore
Buongiorno Mr. tambourine,
grazie delle informazioni. Hai ridato ad ognuna delle artiste da me
citate il giusto posto, perchè possiedi una grande quantità di
informazioni e conoscenze che metti a disposizione di tutti noi e di
questo ti sono davvero grata. Mi sembra che, dalle tue parole, esca
comunque un po' ridimensionata l'immagine di un Dylan a priori crudele
con le donne. Il suo canzoniere è pieno di tenerezza e melanconia e,
forse, questa è una delle componenti del fascino dylaniano. Sto
ascoltando "New morning". Prima di individuare le canzoni che mi
colpiscono maggiormente, devo ascoltare più volte. Fin qui l'ascolto è
stato piacevole ; mi affascina particolarmente l'armonica, come capitava
anche a Suze, che nel suo libro dice - non riesco a trovare il passo per
citarlo alla lettera - che era rapita dal suono dell'armonica. Il libro
di Suze è impresso nella mia mente e nel mio cuore. E' così denso di
ricordi, emozioni, grandi e piccole storie, che una sola lettura non
basta per afferrarlo tutto. La Rotolo, pochi anni prima di lasciare
questo mondo, ha fatto un grande regalo alla generazione degli anni
sessanta, perchè le ha dato una dignità e un'importanza come mai era
stato fatto prima. Forse è per questa ragione che non mi sento toccata
più di tanto dal dibattito sulle corde vocali di Dylan o sull'artrite
alle mani che gli impedirebbe di suonare la chitarra. Per me ascoltarlo
dal vivo vorrebbe ancora significare rendere omaggio, anche in modo
acritico rispetto al Dylan attuale, al portavoce della generazione che,
come ricorda Suze nelle ultime battute del suo libro bellissimo "parlava
una lingua di ricerca e curiosità e ribellione nei confronti della
cultura politica e sociale opprimente e repressiva del decennio che
l'aveva preceduta". Alla prossima e lunga vita. Carla.
Cara Carla, in fondo,
pur essendo una persona geniale, Dylan era un uomo come tanti, con i
pregi ed i difetti tipici degli uomini. Le donne alle quali ha voluto
veramente bene le ha trattate nel giusto modo, altre le ha solo
strapazzate un pò come in fondo facciamo spesso e volentieri noi uomini,
senza preoccuparci più di tanto del dispiacere o del dolore che lasciamo
dietro di noi. Io son certo che Dylan ha amato veramente Suze anche se
lei aveva una personalità ben delineata e non ci stava a fare "la
ragazza di quello che suona la chitarra". Nel suo bellissimo libro lo
dice chiaramente: "Non ho mai voluto essere una corda della sua
chitarra". Naturalmente l'incontro con Dylan è stato, per tutti e due,
una cosa veramente importante, fu un rapporto breve e significativo che
però è continuato con stima e amicizia anche dopo la fine della loro
storia d'amore. Tutti e due hanno sofferto molto ma naturalmente
trovarsi al fianco di una persona che dalla sera alla mattima diventa
un'icona per la quale tutti impazziscono deve essere stata una
convivenza proprio impossibile. Molto tempo dopo la fine della
loro storia Bob telefonerà a Suze e la inviterà a fare un giro in
macchina nella notte newyorkese, ed in quell'occasione cercherà in
qualche modo di giustificare il suo comportamento, di spiegare a Suze il
senso, il peso, la difficoltà, l'ingombro di una popolarità improvvisa
che rischia di schiacciarti e di ammazzarti. In qualche modo fu
come chiedere scusa a Suze per non essere stato capace di portare avanti
il loro sincero legame, ma ormai anche Dylan aveva forse perso ogni
senso di identità personale pur mantenedo quella artistica, Robert
Zimmermann era diventato qualcosa che nemmeno lui avrebbe saputo
immaginare, una specie di marionetta divinizzata con i fili tirati da
gente con pochi scrupoli il cui solo scopo nella vita era quello di
accumulare più denaro possibile, in contrasto con la necessità artistica
di Dylan. C'è un pezzo di una lettera che Bob scrisse a Suze quando lei
era a Perugia per frequentare l'università che fa capire la sensibilità
di una persona che sentiva che stava per diventare una Star e che
cercava disperatamente di rimanere se stesso: "Mi sa che non succede
molto qui, Bob Shelton aspetta Jean, i cani aspettano di uscire, i ladri
aspettano una vecchietta, i bambini aspettano di andare a scuola, la
guardia aspetta di picchiare qualcuno, quegli sporchi barboni aspettano
i soldi, Grove Street aspetta Bedford Street, chi è sporco aspetta di
essere pulito, tutti aspettano un tempo più fresco, e io semplicemente
aspetto te". Davvero una fantastica dichiarazione d'amore espressa con
una semplicità disarmante. Era l'estate del 1962, Dylan aveva pubblicato
solo il primo album che portava il suo nome, ma già il mondo della
musica parlava di lui, e qualche mese dopo, nel maggio del 1963, la
pubblicazione di "The Freewheelin' Bob Dylan" porterà quei due giovani
sulla copertina del disco a diventare volti familiari per gli occhi di
tutti gli americani. Bob diventerà un mito che più grande non si poteva,
"la ragazza della copertina di Freewheelin' " si ritirerà in silenzio
alla ricerca di Suze Rotolo. La vita di Suze non è stata facile, ti
trovi di colpo al centro dell'attenzione del mondo e non riesci più a
trovare la dimensione esatta di te stesso. Credo che la vita di Suze sia
stata meravigliosa e drammatica allo stesso tempo, la conoscenza e la
frequentazione di una personalità grande come quella di Bob
sconquasserebbe la vita di chiunque. Suze ha avuto il buon gusto di
starsene in silenzio per una cinquantina d'anni, per poi lasciarci
quersta piccola perla di ricordi qualche anno prima di andersene per
sempre. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Aspettando gli Stones: i grandi vecchi
del rock “rotolano ancora”
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Lunedì 11 Settembre 2017
Talkin' 10210
- tom.coluzzi
Oggetto: Tesi di laurea
Buongiorno, mi chiamo Tommaso Coluzzi e
vi contatto in quanto sto scrivendo la mia tesi di laurea triennale in
scienze della comunicazione ed ho in mente un progetto sull’immaginario
americano. Nello specifico il tema è “la frontiera”, ho deciso però di
descriverla con delle tappe e snodi importanti letti dal punto di vista
della musica. Per tornare al motivo per cui vi contatto: avrei bisogno
di più informazioni possibili sul rapporto tra Bob Dylan ed il concetto
di frontiera, nello specifico sia per quanto riguarda la frontiera
storica, sia qualsiasi metafora sulla libertà dello spazio, ma anche
qualsiasi riferimento alla Nuova Frontiera di cui parlava Kennedy. Vanno
bene testi di canzoni, interviste, documenti. Qualsiasi cosa abbiate o
vogliate condividere con me ne sarò felicissimo. Mi dareste una mano
enorme.
Intanto vi ringrazio per la cortese attenzione nella speranza che
possiate aiutarmi.
Grazie, Tommaso.
Tema interessantissimo
per una tesi, ma cercare riferimenti dylaniani su quest'argomento è cosa
molto difficile. Metaforicamente qualsiasi tipo di futuro si può
identificare con la "Nuova frontiera" ma poi dipende da come si tratta
l'argomento e soprattutto da quali basi si parte. Kennedy intendeva
un'America diversa da quella nella quale era vissuto fino al momento
della sua elezione, quell'America, come già quando fu eletto
F.D.Roosvelt, che aveva bisogno uno scatto in avanti da quella del "New
Deal" Roosveltiano che si era occupata soprattutto di se stessa, mentre
l'America di Kennedy, dopo aver cercato di risolvere o perlomeno
intralciare il più possibile il problema della Mafia (che però aveva
fatto comodo al giovane presidente che per essere eletto chiese l'aiuto
di Sinatra e di coloro che reggevano lo sporco mondo del businnes
americano, le grandi famiglie che avevano potere sulle masse operaie. E'
ormai cosa nota a tutti il legame che accumunava John Kennedy a Frank
Sinatra, al mafioso Sam Giancana che aveva portato i voti di due stati
basilari per la vittoria di kennedy, a Marilyn Monroe che passava dal
letto di John a quello del di lui fratello Bob, allora Ministro della
Giustizia americana, che aveva rapporti di frequentazione con Sinatra e
Giancana che mettevano in grande pericolo l'apparato di sicurezza
americana. John,Kennedy, Bob Kennedy, Marilyn Monroe Sam Giancana,
quattro personaggi che finiranno accumunati da un comune destino finendo
tutti assassinati. Kennedy aveva anche il problema razziale da
risolvere, affare non di poco conto, ma soprattutto voleva che l'America
diventasse il "Faro" del mondo libero contro il pericolo comunista che
veniva dalla Russia, la guerra per la conquista dello spazio ne fu un
eclatante esempio. Ma tutto questo era politica e businnes legati al
concetto di "Nuova Frontiera", mentre invece Dylan, che si staccherà
completamente dall'immagine di politico di protesta e di voce di una
generazione nel 1964 abbandonando la musica folk e la regina delle
cantanti di protesta politica Joan Baez per instradarsi su una nuova via
che si staccava completamente da suo seppur breve passato quando la
gente lo aveva eletto paladino delle loro esigenze di protesta politica.
Dylan non accettò mai questa "etichetta" e fece di tutto per riuscire a
cancellarla. Aveva anche lui la sua "Nuova Frontiera", il rock & Roll
elettrico, ma era una frontiera personale che raccontava dei suoi
bisogni, del suo quotidiano, dei suoi desideri, dei suoi sentimenti e
delle sue necessità viste dal punto di vista dell'artista e non da
quello del politico. I politici di ogni nazione hanno quasi un
linguaggio universale, ripetono tutti con lingue diverse le stesse cose,
invece Dylan raccontava quello che c'era dentro di lui che era valido
per lui e poteva trovare proseliti che la pensavano allo stesso modo
senza magari la stessa capacità di esprimere i concetti. Dylan aveva già
"dato" agli affamati folk-politici due canzoni che erano la frontiera
per eccellenza, Blowin' in the wind e The Times They Are A-Changin', due
canzoni che parlavano di desideri, di speranze future, ma senza il tono
teatrale del politico che spaventa la gente per avere il loro appoggio,
con invece la tranquillità di uno che spera con ottimismo nel
cambiamento necessario. Dylan farà letteratura e poesia e lascerà sempre
la politica a chi aveva voglia di intraprendere quel percorso, un
artista ed un politico difficilmente possono avere qualcosa in comune,
uno è schiavo dell'arte e l'altro è schiavo dell'inganno. Per questo non
saprei come aiutarti, potresti trovare centinaia di riferimenti al
futuro nelle canzoni di Dylan, ma sono soltanto cose personali e non
politiche. In tutta la sua vita non assumerà mai una posizione politica
per nessuno, lui sarà solo per se stesso e per la sua arte. Negli
archivi del sito puoi trovare bellissimi saggi su Bob Dylan e le
traduzioni delle principali interviste da lui rilasciate, tutti i testi
delle sue canzoni tradotti in italiano che probabilmente ti aiuteranno a
trovare i riferimenti da collegare al tuo ragionamento, ma questo è un
lavoro che puoi fare solo tu, perchè se io, o qualunque altro amico di
Maggie's Farm ci mettessimo a scrivere la stessa tesi (ammessso di
averne le capacità) scriveremmo tesi completamente diverse. Spero che il
sito ti sia di grande aiuto per la tua tesi, Live long and prosper,
Mr.Tambourine, :o)
Venerdì 8 Settembre 2017
Talkin' 10209
- dinve56
Oggetto: Il fascino di Dylan
Buongiorno Mr. Tambourine,
hai ragione in modo assoluto: ciascuno di noi ha amato ed ama Dylan...
abbiamo tutta la vita per cercare di capirne la ragione. Le parole di
Sam sono le mie stesse parole; forse l'unica diversità è nel
rintracciare nella memoria le origini dell'interesse per Bob. Sam dice
che la sua conoscenza è arrivata tramite ragazzi più grandi; io ricordo
bene, invece, i primi anni settanta e il collegamento Dylan-Baez-impegno
contro la guerra del Vietnam. Poi un lunghissimo periodo di "ignoranza
musicale" su tutta la linea e, folgorante, la notizia dell'assegnazione
del Nobel. Da qui è ripartito un interesse, dapprima letterario (ho
letto "Tarantula" e una valanga di testi di canzoni), poi, grazie alla
frequentazione del sito e alla guida di Mr. Tambourine, è iniziata una
sorta di alfabetizzazione musicale e, adesso, sono nel vortice
dell'ascolto e mi trovo a provare le stesse emozioni di Sam che,
probabilmente, ascolta Dylan da molto più tempo. Sul rapporto di Dylan
con le donne, lasciami fare, Mr. Tambourine, una considerazione che non
è allineata con la tua opinione: Dylan avrà amato alcune donne più,
altre meno, le avrà amate a modo suo, ma una cosa mi sento di dirla con
convinzione e cioè che, sul palco, le ha valorizzate in modo egregio.
Scarlet Rivera, Joan Baez, le Queens of rhythm, Patti Smith, Norah Jones
saranno state tutte bravissime, ma quando si sono esibite con Dylan,
hanno acquistato, secondo me, un valore aggiunto che, da sole, non
avevano. Grazie e lunga vita! Carla.
Io non ho mai
detto che sul palco Dylan abbia dato poca importanza alle donne che si
esibivano con lui, come hai detto tu, Bob ha sempre cercato di dare loro
rilevanza. Però una considerazione bisogna farla per forza di cose.
Scarlet Rivera è diventata una piccola celebrità grazie a Dylan, ma dopo
la fine della RTR è stata un'artista di secondo piano che ha vissuto di
rendita sul nome di Dylan. Qui trovi la sua biogafia:
Joan Baez è stata la
donna che ha saputo far puntare i riflettori sul talento di Bob, e pur
non avendo bisogno di Bob si è fatta umuliare e maltrattare da Dylan e
dai suoi compagni specialisti nell'umiliare le persone che gravitavano
nell'ombra di Dylan, tipo Bob Newirth (col quale Janis Joplin scrisse la
famosissima "Mercedes Benz". Il giovedi 1 ottobre 1970, presso lo studio
di registrazione Sunset Sound Recorders di Los Angeles. Janis Joplin
chiede al produttore Paul Rothchild di registrare una canzone che
vorrebbe cantare. La band di supporto Full Tilt Boogie è pronta per
l'azione, ma il loro supporto non sarà necessario. Joplin si avvicina al
microfono e, con tono ironico, fa una breve dichiarazione: Vorrei fare
una canzone di grande importanza sociale e politica, che fa così, e
comincia a cantare, con la sua voce immensa piena di sentimento "Oh
Signore, perché non mi compri una Mercedes-Benz? / I miei amici guidano
tutti Porsche, devo correre ai rimedi... ". Mercedes Benz è un blues
monodico che parla della felicità illusoria promessa (ma raramente
ottenuta) dal perseguimento di beni terreni, è un rifiuto degli ideali
consumistici, in perfetta sintonia con l'utopia della cultura Hippy.
Janis aveva cominciato a trovare le parole del brano, mentre si trovava
a New York per una tournée. Nel corso di una partita a biliardo con gli
amici Rip Torn ed Emmett Grogan, i due avevano cominciato a
canticchiare, storpiandone il testo, una canzone del poeta della Beat
Generation Michael McClure. Per lo più quello che ricordavano era il
primo verso: Oh Lord, won't you buy me a Mercedes-Benz?. A Joplin
piacque molto ed iniziò a cantarla anche lei. Una volta tornati in
California, Joplin e l'amico Bob Neuwirth avevano preso il frammento
della poesia di McClure e ne ricavarono una canzone completa. Joplin
telefonò a McClure a casa sua a San Francisco, e gli disse: «Volevo
dirti che canto una canzone che ha dentro un tuo verso e che un po' ci
assomiglia». McClure se la fece cantare al telefono e poi disse
«Preferisco la mia canzone». Janis chiese «Ti dispiace se tengo quel
verso?» «No, fai pure» fu la risposta). In parte Dylan ridiede alla Baez
una parte della fama che lei aveva procurato a lui facendola partecipare
con un ruolo da protagonista alla Rolling Thunder Revue ed al film
"Renaldo and Clara". Dopo di allora ci sarà l'ultima collaborazione dei
due insieme sul palco dal vivo nel 1984. Poi la Baez si mise con Steve
Jobs e lei e Bob non ebbero più occasione di salire sul palco assieme.
Anche le Queens of
Rhythm (Debra Byrd, Elisecia Wright, Esther Marrow, Madelyn Quebec)
ebbero il loro maggior momento di celebrità nel True Confession Tour dal
quale fu tratto il film "Hard To Handle" registrato in Australia. Per il
resto le Queens eramo soltanto delle brave coriste come ce ne sono
tantissime in America che si unirono per il tour con Dylan e con quello
finirono la loro collaborazione, altro non si sa di loro, oggi esiste un
gruppo basato in Inghilterra che esegue cover delle grandi cantanti di
colore Aretha, Tina etc...etc.... ma niente di che.
Patti Smith e Norah
Jones (figlia di Ravi Shankar, uno dei migliori suonatori di Sitar al
mondo e grande maestro di George Harrison) sono celebri per le loro
capacità e per i loro lavori ed hanno cantato saltuariamente con Bob che
non ha aggiunto niente e tolto niente a queste due grandissime artiste.
Per questo non sono d'accordo con te quando dici che hanno avuto un
valoro aggiunto collaborando con Bob, non la Baez, non Patti Smith, non
Norah Jones, non le Queens perchè non sono mai esistite come gruppo al
di fuori del tour con Dylan e per finire Scarlet Rivera è sparita dalla
scena musicale dopo aver suonato con Dylan, ha solo avuto un momento di
celebrità che non ha lasciato strascichi, una violinista sanza 'nfamia e
sanza lodo.
Sono però veramente
contento che tu abbia "riscoperto Dylan" dopo anni di lungo silenzio,
non mollare, oltre che riempirti le giornate c'è sempre qualcosa da
imparare con Bob. Live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Nico 1988, il biopic sull'icona del
gothic rock
clicca qui
Giovedì 7 Settembre 2017
One Too Many Mornings - Bob Dylan and The
Band
Mi permetto di sottoporvi questa perla,
ma abbiate la pazienza di aspettare 20 secondi prima che la canzone
(manca l'ultima strofa) inizi. Chi ha montato questo video ha aggiunto
il pezzo di Lennon e Dylan in macchina che non c'entra niente con ciò
che viene dopo. Avrà avuto i suoi motivi, a me impossibili da capire!
Down the street the dogs are barkin'
And the day is a-gettin' dark.
As the night comes in a-fallin',
The dogs 'll lose their bark.
An' the silent night will shatter
From the sounds inside my mind,
cause I'm one too many mornings
And a thousand miles behind.
From the crossroads of my doorstep,
My eyes they begin to fade,
As I turn my head back to the room
Where my love and I have laid.
An' I gaze back to the street,
The sidewalk and the sign,
And I'm one too many mornings
An' a thousand miles behind.
Non esiste un'interpretazione veramente corretta per la maggior parte
delle canzoni di Dylan. Lui stesso ha detto di non ricordarsi
esattamente quello che intendeva dire quando ha scritto alcune di esse e
non è sicuro di cosa le ha ispirtate.
Io cercherò, a modo mio, di capire cosa (forse) voleva dire Dylan con
"One too many mornings":
È una canzone molto intima e personale, scritta in un momento nel quale
molte altre canzoni di Dylan non lo erano. La storia di base è quella di
un ragazzo che parla con l'ex girlfriend con la quale ha appena rotto la
relazione. Sia lui che lei sono ancora probabilmente in quella
situazione emotiva nella quale non sono sicuri di aver fatto la cosa
giusta. Forse avrebbero dovuto stare insieme. C'erano un sacco di motivi
buoni e cattivi, e c'era sicuramente l'amore. Non è stato un rapporto in
cui qualcuno ha fatto qualcosa di sbagliato, probabilmente era una di
quelle cose che erano scritte nel loro destino e che loro non avrebbero
voluto che accadesse.
Probabilmente è stata la ragazza a prendere la triste decisione, ma lui
non è d'accordo che quella sia la cosa giusta da fare. Il tempo e il
luogo letterali di questa canzone penso si riferiscano all'ultima volta
che lei lascia la casa in cui vivevano insieme o che hanno trascorso la
maggior parte del tempo intimo della loro relazione.
Down the street the dogs are barkin'
And the day is a-gettin' dark.
As the night comes in a-fallin',
The dogs'll lose their bark.
(In strada i cani abbaiano
Ed il giorno si sta scurendo.
Non appena la notte arriverà,
i cani smetteranno di abbaiare).
Questi versi descrivono allegoricamente una vita normale di periferia,
con la quiete e l'oscurità che cade sulle strade suburbane alla fine di
ogni giornata quando le persone si ritirano nelle loro calde case
familiari. E’ una metafora per l'oscurità ed il dispiacere legati alla
fine del rapporto. Non è terribile, non è violento, non è amaro, è
semplicemente inevitabile e senza significato.
And the silent night will shatter
From the sounds inside my mind,
For I'm one too many mornings
And a thousand miles behind.
(E la silenziosa notte sarà distrutta
Dal suono nella mia mente,
perchè sono rimasto indietro per un mattino di troppo
ed un migliaio di miglia)
L'unica cosa che interferirsce con quel silenzio vuoto sono i confusi e
rumorosi pensieri del ragazzo mentre cerca di afferrare mentalmente ciò
che è successo nella sua vita. Lei se n’è andata e lui è ancora nella
casa vuota, senza nulla che possa distrarlo dal pensiero del passato. E’
rimasto (non necessariamente letteralmente, forse vuol dire che lui
aveva esagerato o preteso troppo da una situazione che non stava più in
piedi) una mattina di troppo ed è rimasto al palo, forse non delle mille
miglia che dice nella canzone, questa probabilmente è soltanto
un’allegoria, resta il fatto che non saranno mai più insieme, quiindi
l’idea della lontananza di mille miglia rende chiaramente l’idea della
quantità del dolore e del dispiacere rimasto in tutti e due.
From the crossroads of my doorstep,
My eyes they start to fade,
As I turn my head back to the room
Where my love and I have laid.
An' I gaze back to the street,
The sidewalk and the sign,
And I'm one too many mornings
An' a thousand miles behind.
(Dall' incrocio sulla mia porta,
il mio sguardo incomincia a sfocare,
non appena giro la mia testa verso la stanza
dove il mio amore ed io siamo stati sdraiati.
Ed io fisso la strada,
il marciapiede ed il segnale,
e sono rimasto indietro per un mattino di troppo
ed un migliaio di miglia)
Il bivio sta ad indicare che la sua vita è cambiata rispetto alle sue
intenzioni iniziali, quindi ora deve prendere nuove decisioni su dove
andare da qui in poi. C'è una parte di lui che desidera che le cose
fossero restate inalterate come prima, e l’altra che lo spinge a seguire
la sua nuova strada. Lui la chiama ancora "il mio amore" e non "la cagna
dall'inferno", nel senso che non odia la ragazza che gli ha fatto male,
è sempre il suo amore e forse è vero il contrario, lui ha fatto male a
lei.
Non posso fare a meno di mettere in relazione questa canzone con la fine
della storia d’amore con Suze, schiacciata e travolta dall’improvvisa ed
esagerata celebrità arrivata addosso a Dylan come un meteorite che ti
cade a due passi da dove ti trovi spazzando via tutto il passato
portando un futuro nuovo ed incerto che lui sarà costretto a seguire. Da
quel momento in poi lui non sarà più completamente padrone della sua
vita ma sarà vice versa, la sua vita si è impadronita di lui e lui dovrà
viverla, che gli piaccia o no.
Mr.Tambourine
Mercoledì
6 Settembre 2017
Talkin' 10208
- dinve56
Oggetto: Musical di McPherson ed altro
Buongiorno Mr. Tambourine,
grazie di tutte le informazioni. Il successo del musical "Girl from the
north country" dimostra, secondo me, che l'opera di Dylan ha enormi
potenzialità narrative ed anche che è stato premiante ambientare la
storia nel suo luogo di nascita; credo infatti che McPherson abbia
centrato il cuore dell'ispirazione poetica di Dylan, che è rimasto
legato alle sue origini. Ancora dopo l'assegnazione del Nobel ha
raccontato infatti a Flanagan come si viveva a Duluth ed ha ripetuto,
nella stessa intervista, di non aver mai dimenticato chi era e da dove
veniva . Sheila Atim è una cantante notevole, come molte altre di
origini non europee.
Ascoltarla mi ha fatto tornare alla mente le voci straordinarie delle
"Queens of rhythm", di cui mi piacerebbe conoscere la carriera musicale
dopo la collaborazione, dagli esiti musicalmente fantastici, con Bob
Dylan,Tom Petty e gli Heartbreakers. Sempre a proposito di
collaborazioni artistico-musicali, navigando qua e là in questa lunga
pausa estiva, sono letteralmente incappata in alcune scoperte piacevoli,
che mi hanno fatto capire meglio l'articolo di Tondelli e la sua
affermazione "Dylan è il migliore, è il boss".Ho ascoltato una
straordinaria "Don't fall apart on me tonight" interpretata con
l'accompagnamento alla chitarra di Mark Knopfler; una "I shall be
released" da brividi cantata con Norah Jones e, infine, una sorprendente
interpretazione di "Dark eyes" cantata con Patty Smith. Dopo questi
ascolti mi sembra che il senso delle parole di Tondelli sia che Dylan ha
incrociato molti artisti dai quali la sua opera è stata valorizzata, ma
ai quali ha anche dato molto della sua originalità e poeticità; insomma
Dylan è davvero un protagonista imprescindibile della storia musicale
del secondo novecento e oltre. Grazie in anticipo delle risposte e,
soprattutto, grazie per avermi condotto, con le tue indicazioni, ad
ascoltare più che a leggere le canzoni del Nostro. Ogni venerdi c'è un
nuovo CD dell'opera di Dylan e l'ascolto procede, ma con alcuni intoppi:
"Blonde on Blonde" mi è talmente piaciuto che mi ci sono fermata a lungo
e adesso sono indietro, avendo appena iniziato a sentire "John Wesley
Harding" ed essendo già uscito "Selfportrait". Quando una canzone mi
colpisce particolarmente, ne trascrivo il testo tradotto e mentalmente
tutte le volte ringrazio gli ottimi e pazienti traduttori, Michele
Murino in testa. Grazie e alla prossima. Lunga vita! Carla.
Ciao Carla, molto
probabilmente il musical "Girl from the north country" è partito col
piede giusto e si è messo sulla strada giusta. Non dobbiamo dimenticare
che il precedente musical "The Times they are a-changin' " ,andato in
scena a Broadway alcuni anni fa, fu sospeso dopo sole tre settimane di
rappresentazione. Questa volta McPherson ha evidentemente trovato gli
ingradienti giusti, miscelati con cura, e la torta è venuta molto bene.
Aspettiamo di poterlo vedere anche in Italia per poter esprimere un
giudizio personale e non di riporto. Mi fa piacere che tu abbia
cominciato ad ascoltare le canzoni di Bob, vedrai che andando avanti
scoprirai un sacco di bellissimi pezzi dei quali magari non conoscevi
l'esistenza. Fermati pure molto tempo ad ascoltare "Blonde on Blonde"
(nome ispirato dallo spettacolo "Brecht on Brecht" rappresentato nei
primi anni 60 allo Sheridan Square Playhouse, anche se una precedente
rappresentazione era stata messa in scena qualche anno prima al Theatre
de Lys. Allo show lavorava Suze Rotolo per allestire le scenografie e fu
lei a portare Bob ad assistere allo spettacolo che lo impressionò
molto), intanto accumula i dischi che ogni settimana escono fino ad
avere la discografia completa. Inoltre, se per caso non ne fossi già a
conoscenza, Blonde on Blonde non ha nessun significato particolare, fu
solo un modo simpatico di usare le iniziali del titolo per significare
"BOB". Alla prossima, live long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Caro Mr.Tamburine,
sono io, Sam, ti invio qui sotto poche parole, meno possibili, nelle
quali ho sentito il bisogno di raccontare perché sono affascinata da
Dylan.
So che mi hai creduto di sesso maschile, ma sono una donna. Lo dico
perché nel testo troverai espressioni che mai un uomo potrebbe
imbastire, ma che spero non risultino eccessivamente stomachevoli ai
lettori della Fattoria.
Penso che tutti i frequentatori di questo sito abbiano un ricordo simile
al mio …la prima volta che hanno sentito nominare Bob Dylan. E per molti
anche le circostanze saranno simili. Il fratello più grande, che è
passato al liceo, è venuto a casa con una notizia incredibile da
raccontarti, un tipo, un musicista cantante americano, famosissimo, è
uscito con un nuovo disco.
Il disco era "Infidels".
Dopo aver pubblicato Saved, in cui si era dichiarato convertito al
cristianesimo, ora pubblicava un disco intitolandolo Infedeli, aveva
cambiato di nuovo bandiera? Non una cosa nuova per questo tipo, che era
passato dal folk al rock, dalla musica acustica all'elettrica,
dall'ebraismo al cristianesimo, dalla celebrità al ritiro.
Perché questa notizia mi colpì è presto detto. La coerenza, ora come
allora, è per me una prerogativa fondamentale, uno non può essere una
cosa un giorno e il giorno dopo un’altra, e allora perché questo aveva
cambiato opinione, atteggiamento e persino religione, non una ma
svariate volte?
Tutti parevano avere un’opinione su queste cose, ma in realtà nessuno
conosceva veramente il suo pensiero.
E così mi rimase e mi rimane il proposito e la curiosità di conoscere
quell'uomo, di scavare dentro le sue ragioni nel miglior modo possibile,
cioè ascoltando le sue canzoni e in seguito leggendo il suo resoconto
personale, i libri di altri su di lui e in questi ultimi tempi anche
tramite la rete che mi dà modo di sapere che la mia ossessione non è
solo mia…
Questo è il motivo. Amo Dylan perché è un mondo, non solo di canzoni, ma
di visioni, di incontri, di situazioni, che si compiono nelle mille
versioni che dà di sé, delle sue canzoni, dei suoi concerti.
Ma questo non è tutto e se è stato il pretesto per iniziare a
conoscerlo, non avrebbe alimentato questa mia vera passione.
Innanzitutto credo che ci sia il piacere di ascoltare le sue canzoni
dalle più vecchie alle più recenti, indistintamente, perché quando
ascolto Freewheelin’ non riesco a sentire se Girl from the North country
è una canzone datata. A me sembra scritta ieri, per me.
Quello che riesco sentire, negli sprazzi di parole che colgo, Though I
cannot explain that in lines, sono Your cracked country lips e Your
magnetic movements, anche se Everything passes, Everything changes e se
quella volta ti ho detto che tu sei il mio Sara, non volevo indicare che
dovevi farmi provare tutto Blood on the tracks dal vero.
Mi piacciono le canzoni semplici, in generale, la voce (oh, la sua
voce!) e pochi accordi. Canzoni che parlano di treni e di ragazze con le
labbra di campagna, ma che hanno qualcosa di non visibile, di composito,
capaci di raccontare alla mia immaginazione.
Bob ha visto tutto, ha conosciuto epoche e persone che posso solo
conoscere sui libri e quando “i nostri destini si incontrano dentro la
sala di auditorium o di un teatro” (lasciatemi un po’ di romanticismo in
questa analisi disumana di un amore), mi pare farne parte almeno per
alcuni minuti.
Tutto questo si risolve, si definisce, si spiega in un’unica esistenza,
nell’atto artistico che Bob esercita nell’essere se stesso, sempre, a
svantaggio anche della rappresentazione che dà di sé.
saluti.
Caro il mio, o la mia,
invidiabile genio nelle reincarnazioni, non sono riuscito a trovare nel
tuo scritto qualcosa che mi facesse capire se sei uomo o donna, ma poi,
che importanza potrebbe avere? Parli di Freewheelin' ( a proposito, Suze
Rotolo dice che la parola Freewheelin' al posto di Freewheeling fu
voluta da Dylan in persona in una lunga discussione negli uffici della
CBS, presente Suze, perchè Bob aveva l'abitudine di scrivere come
parlava, quindi la "g" finale per lui era muta e perciò non andava
scritta), poi passi immediatamente, senza nessun avviso o spiegazione, a
citare frasi da "To Ramona", bellissima canzone da "Another side of Bob
Dylan", dall'intenso significato d'amore, che io personalmente penso sia
dedidata a Suze nel periodo che li vide lontani per alcuni contrasti
personali. Essere la ragazza di un fenomeno che è esploso con la potenza
di migliaia di bombe Atomiche deve essere stata una cosa di una
difficoltà insormontabile. In quel periodo Suze perse a più riprese la
sua personalità e combattè una durissima battaglia per cercare in
qualche modo di ritrovare quella ragazza che era prima di incontrare
Bob. Certamente trovarsi improvvisamente a 18 anni ad essere una icona
della tua generazione è una cosa che ti schiaccia col rischio che tu non
riesca a rialzarti mai più. Molti si sono persi, molti han trovato la
loro strada, ma per una donna ritrovarsi per tutta la vita ad essere "la
ragazza della copertina di Freewheelin' ", un'etichetta che non ha avuto
modo di staccare da se stessa per niente al mondo. Suze ci ha lasciato
da qualche anno ormai, ma per tutti noi è e sarà semprela ragazza di
Freewheelin'. Dylan è sempre stato una specie di "parassita" con le
donne, professionista nello sfruttamento dei sentimenmti e delle
opportunità che esse potevano dare a lui, ma sono anche convinto che
abbia amato veramente Suze e veramente Sara, mentre penso che Joan
l'abbia solo usata e sfruttata. Ognuna di esse ha pagato un prezzo
altissimo per aver passato del tempo al fianco del "fenomeno dei
fenomeni", ma le cose stavano così, era un'autostrada senza uscita, si
era obbligate a percorrerla fino alla fine e sicuramente ne uscivi senza
sapere più chi eri, con davanti la prospettiva di iniziare una nuova
vita senza mai poter dimentricare la vecchia. C'è un'altra canzone che
esprime questa realtà:
The line it is drawn
The curse it is cast
The slow one now
Will later be fast
As the present now
Will later be past
The order is
Rapidly fadin'.
And the first one now
Will later be last
For the times they are a-changin'.
A grandi linee la tua
conoscenza di Dylan, il tuo approccio ed il conseguente
innamoramento artistico penso sia stata trafila comune a milioni di
persone, ognuno di loro con delle sfumature mentali leggermente diverse
che però portavano alle stesse conclusioni. Dylan è qualcosa di
magnetico e charismatico che ti cattura prima ancora che tu possa capire
il perchè, tanto poi si ha tutta la vita per cercare di capire il
segreto della sua presa su di noi. In fin della fiera plagerò un pò Bob
per chiudere la mia risposta perchè spero in futuro di avere notizie più
interessanti per te e per tutti i Maggiesfarmers, giustamente, quando le
vacche sono magre non possono produrre molto latte!
I would like still
talk to you, but soon my words, they would turn into a meaningless ring,
For deep in my heart i know ther's no news i can bring.
As you wrote everything passes, everything changes, just do what you
think you should do,
And someday maybe, who knows my dear friend, i'll come to you with
some brand news. Live long and prosper,
Mr.Tambourine, :o)
Caro Mr. Tambourine,
invio una locandina dello spettacolo che faremo il 9 Settembre prossimo
alla Villa Ghirlanda di Cinisello B.
E' un replica. Quando abbiamo debuttato, lo scorso inverno, l'Auditorium
del Pertini era stracolmo (oltre 200 persone). Perciò il comune offre
quest'altra occasione. All'aperto, ore 20,30. Ingresso libero.
In caso di maltempo si terrà ancora nell'Auditorium.
Ti ringrazio per la gentile attenzione. Un abbraccio a tutti voi.
Ivano Bison
Grazie Ivano per la
segnalazione, sono certo che i dylaniani milanesi ci saranno tutti! Live
long and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Hello! On the lyrics page for Dylan's
latest cd "Triplicate" -
http://www.maggiesfarm.eu/triplicatelyrics.html - CD2 opens
with Braggin'. However, the writer is not Artie Manners (the sax
player), but Henry Manners (the piano player) who was also known as
Henry Manners Katzman. Could you please change it on the webpage if you
get a chance?
Grazie!
Kynan Manners Katzman (Henry Katzman's grandson)
Hi Kynan, your email
looks to me amazing, it's really true that The Internet has made the
world very small. Thanks a lot for the clarification, your uncle
wrote a great music-song, I think you're proud that Bob Dylan has put it
on his record. Update done! Thanks again, See you next time, live long
and prosper, Mr.Tambourine, :o)
Buongiorno Mr. Tambourine,
so che ci siamo dati pausa fino a settembre, ma sento ora al Tg3 una
notizia bellissima! A Londra ha un enorme successo uno spettacolo
musicale che utilizza, con il consenso di Bob, il suo repertorio
musicale. Lo spettacolo narra le difficili condizioni di vita
nell'America degli anni trenta, dopo la grande depressione seguita al
crollo della borsa nel 1929. La colonna musicale prevede molte liriche
di Dylan, tra le quali spiccano "Girl from a North Country" e "Tight
connection to my heart", magicamente interpretata da una cantante di
colore di cui mi sfugge il nome. Il regista dello spettacolo è
l'irlandese Mcpherson, che ha avuto, da Dylan, carta bianca
nell'utilizzo del suo repertorio poetico-musicale. Musica, poesia,
letteratura (nello spettacolo ci sono, tra l'altro, parti recitate
tratte dai romanzi di Steinbek), teatro, in uno spettacolo che, credo,
non è da perdere! Speriamo prevedano tournée in altri paesi europei
compresa l'Italia. A presto! Lunga vita e tight connection. Carla.
Ciao Carla, sembra proprio che questa volta Bob abbia scelto la
persona giusta che ha confezionato un musical che sta avendo un ottimo
successo, contrariamente all'altro musical "The Times They Are
A-Changing" scritto da Twyla Tharp e presentato a Broadway chiuse dopo
tre sole settimane. La cantante che esegue "Tight Connection to My
Heart" è Sheila Atim.'
Ciao, ti chiedo un aiuto. Sto cercando una cover di Maggie's Farm che
non riesco a trovare, magari tu sai dove indirizzarmi.
Si tratta di una versione elettrica, potente, piuttosto veloce, cantata
da una voce che a differenza dello stile di Dylan, scandisce
perfettamente le parole ed è perfettamente a tempo, con il riff di
armonica/chitarra alla fine di ogni verso.
Ciò che più assomiglia a quello che sto cercando è questa versione della
"Blues Band":
https://www.youtube.com/watch?v=O29WvCcp7zY
...anche se io mi ostino a pensare che la versione che ho sentito è
della "Band" e la voce era di Robbie Robertson, tuttavia non la trovo,
nè risulta che la Band abbia eseguito regolarmente Maggie's Farm, mi
pare.
Sapresti dirmi se ti risulta una versione di Maggie's Farm fatta dalla
Band? Oppure sapresti indirizzarmi meglio?
Grazie per il tuo lavoro, complimentissimi, Ivano.
La Band ha eseguito
Maggie's Farm solo accompagnando Dylan, ma mai come The Band. Maggie's
Farm non risulta incisa in nessuno dei dischi di studio o live
pubblicati da The Band (questi dati sono ricavati dal sito internet di
The Band). La versione che più si avvicina è proprio quella che hai
segnalato tu, meglio non saprei indirizzarti. Live long and prosper,
Mr.Tambourine, :o)